Castellammare, neonato portato in elicottero da Sapri: salvato al San Leonardo

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Castellammare, neonato portato in elicottero da Sapri: salvato al San Leonardo
Una infermiera guarda un neonato in ospedale in una foto d'ARCHIVIO. ANSA

Castellammare. Un viaggio in elicottero per strappare alla morte un neonato. L’atterraggio al porto di Castellammare, la staffetta della salvezza con un’ambulanza attrezzata che ha portato il piccolo all’ospedale San Leonardo. I medici che, su quel piccolo corpicino che lottava come un leone, praticano in ambulanza un massaggio cardiaco. Quindi l’arrivo nella Terapia intensiva neonatale del San Leonardo dove il neonato viene stabilizzato. Sono i frame di quello che è accaduto giovedì sera quando un neonato di 34 settimane è stato trasferito dall’ospedale di Sapri, dove la mamma lo aveva dato alla luce, fino a Castellammare. I medici del presidio ospedaliero salernitano si sono accorti subito che qualcosa non andava: il piccolo è nato con una grave asfissia e una seria insufficienza respiratoria. Momenti concitati, attimi in cui si può decidere la vita o la morte di un piccolo appena venuto al mondo. Il giro di telefonate per capire dove potesse essere trasferito. Serviva subito una Tin (terapia intensiva neonatale) per stabilizzarne le condizioni. Il reparto di Castellammare, diretto dal dottor Roberto Cinelli, dà immediatamente la propria disponibilità. In pochi minuti un elicottero atterra nel piazzale dell’ospedale di Sapri ed inizia il suo viaggio. Il pilota arriva volando forte e superando anche qualche strascico del temporale di pochi minuti prima. I medici che sono in elicottero col bimbo appaiono preoccupati. La situazione peggiora, il piccolo respira malissimo. L’elicottero atterra al porto tra tanti curiosi che riprendono la scena col video. Immagini che finiranno nelle stories di instagram di diversi stabiesi. Nessuno, però immagina, che in quell’elicottero ci sia un neonato che pesa pochissimo, che non respira e che deve essere subito curato. In ambulanza la situazione peggiora. Il piccolo va in arresto cardiaco, conseguenza dell’insufficienza respiratoria: vengono subito iniziate le pratiche per un massaggio cardiaco. Ci vogliono mani delicate e cuore fermo per aiutare quel cuoricino a continuare a battere. “Forza piccolo, non mollare” sussurra il medico che non ne vuole sapere di perdere quel paziente. L’ambulanza sfreccia nelle strade bagnate dalla pioggia caduta poco prima. Si fa strada nel traffico, la sirena suona senza sosta. Il piccolo viene subito trasferito nella Tin. “Abbiamo provveduto a fare subito una ipotermia terapeutica – dichiara il dottor Roberto Cinelli, orgoglioso di aver guidato la sua equipe in una salvataggio molto complesso – ora è intubato e in ventilazione”. Il piccolo si è ripreso abbastanza bene. Ma, ovviamente quali danni possa aver causato la forte asfissia sarà possibile valutarlo solo più in là. Il suo cuore, però batte. La sua prima sfida l’ha vinta, anche grazie ai medici stabiesi che non si sono risparmiati.

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