Il Pd ufficializza i suoi nomi nei collegi plurinominali, ma scoppia la bufera a causa di alcune scelte che sembrano di fatto mettere in difficoltà uomini e donne di primo piano del partito. Nel collegio plurinominale Napoli 2 della Camera capolista sarà Marco Sarracino, segretario metropolitano del capoluogo campano. Sotto la sua direzione il Pd è tornato ad amministrare Napoli dopo oltre 10 anni e ha conquistato diversi comuni dell’area metropolitana. Fin qui diciamo le note positive. Ha sorpreso tutti la decisione di candidare il ministro della Salute Roberto Speranza il capolista del Partito Democratico nel collegio proporzionale Napoli 1. Dietro di lui la consigliera regionale Loredana Raia e il parlamentare uscente Lello Topo. Entrambi saranno candidati, nelle stesse posizioni, anche nel collegio Napoli 2, dove a guidare la lista sarà Marco Sarracino, segretario metropolitano del Partito. Il ministro della Cultura Dario Franceschini guida invece la lista al Senato nel collegio Campania 1, seguito dalla senatrice uscente Valeria Valente e dal sottosegretario alla presidenza del consiglio Vincenzo Amendola, la cui rielezione potrebbe essere a rischio, qualora la Valente non risultasse eletta nè in Puglia (dove e’ candidata alle spalle di Francesco Boccia), nè all’uninominale di Napoli. E proprio sul nome di Amendola, vice ministro che ha seguito tutte le procedure e l’avvio del Pnrr, di fatto relegato in una terza posizione che ne renderebbe molto difficile l’elezione. Per questo motivo, infatti, il sottosegretario Vincenzo Amendola sarebbe orientato a rinunciare alla candidatura al terzo posto nelle lista del Pd. Nel collegio senatoriale Campania 2 e’ capolista, invece, l’ex sottosegretario della Cgil Susanna Camusso; al numero due il deputato uscente di Articolo 1 Federico Conte (che pero’ ha gia’ fatto sapere di declinare la candidatura offertagli, nonostante la posizione, vedi articolo a pagina 2). All’uninominale a Napoli sarà candidato Paolo Siani, mentre alla fine è saltata la candidatura di Enza Amato, che resta presidente del Consiglio del Comune di Napoli. Nelle altre province, il segretario regionale del partito Stefano Graziano guiderà la lista nel collegio Caserta Benevento, seguito da Angela Ianaro ed Erasmo Montaruolo. A Salerno i fari si accendono sull’uninominale dove Fulvio Bonavitacola, vicepresidente alla Regione con De Luca da sette anni, scende in campo per una battaglia sull’elezione nell’uninominale, dando grinta al Pd. Nella provincia deluchiana a Salerno-Avellino è capolista il figlio del governatore Piero De Luca, davanti a Rosetta D’Amelio. Nel collegio uninominale di Eboli scende in campo Luca Cascone, consigliere regionale e fiduciario deluchiano nel settore dei trasporti. Mentre nel Casertano arriva l’ennesimo schiaffo al Pd: “Ho rifiutato la candidatura al secondo posto nella lista PD, collegio proporzionale di Caserta/Benevento. Per la seconda volta, come avvenne già nel 2018, mi è stata proposta una candidatura in posizione non utile. Non mi sono mai sottratta alle battaglie politiche e al senso di responsabilità di chi vive in una comunità e ne rispetta regole e obiettivi. Ma a tutto c’è un limite”. Lo dichiara Camilla Sgambato, componente della direzione nazionale del Pd. “Le donne – denuncia Sgambato – sono state mortificate e, in alcuni casi, addirittura inserite più volte, per far scattare gli uomini! Nel partito, ho sempre avuto rispetto dei ruoli e delle scelte, anche nei momenti difficili e quando non le condividevo, sempre anteponendo gli interessi collettivi alle mie personali considerazioni. Ma a tutto c’è un limite, dato dal rispetto della dignità, non solo mia”.

CRONACA