Tiziano Valle

Pizzo di Ferragosto a hotel, lidi e ormeggiatori di Castellammare. C’è l’inchiesta dell’Antimafia

Tiziano Valle,  

Pizzo di Ferragosto a hotel, lidi e ormeggiatori di Castellammare. C’è l’inchiesta dell’Antimafia

Imprese costrette a pagare il pizzo di Ferragosto. L’Antimafia apre una nuova inchiesta sui clan di Castellammare di Stabia, che nelle ultime settimane avrebbero fatto razzia di soldi incassati attraverso il racket imposto alle aziende che lavorano sul territorio, in particolare nel settore turistico. Fonti investigative raccontano di imprenditori schiacciati dalla pressione della criminalità organizzata che avrebbe alzato il tiro, imponendo estorsioni pesantissime nel corso dell’estate e minacciando ritorsioni nei confronti delle vittime.Alla camorra non è sfuggito il boom turistico che ha travolto la città nella prima estate post-pandemia e fatto lievitare gli affari per chi lavora nel settore. Nel mirino della camorra sarebbero finiti albergatori, ristoratori, concessionari demaniali e persino società di servizi.Tra questi c’è chi paga il pizzo, chi concede in appalto la gestione di parcheggi, eventi o trasporti alle aziende legate al clan, e anche chi si propone come prestanome per consentire alla camorra di investire nel settore. Nei mesi scorsi, gli investigatori si sono concentrati sulle società che lavorano nel settore del noleggio di imbarcazioni tra Castellammare di Stabia e la penisola sorrentina.

Un settore che ha avuto un vero e proprio boom nel corso di questa estate, dovuto in gran parte proprio al sold out di turisti interessati a fare una gita in barca e magari visitare Capri e le località più esclusive del golfo. Trattandosi di un settore dove bisogna investire ingenti capitali, almeno nella fase iniziale, il sospetto degli investigatori è che la camorra stabiese abbia potuto riciclare proprio in quel settore parte dei soldi incassati con estorsioni, droga e armi. Un’ipotesi tuttora in piedi, perché le indagini sono ancora in corso.

Ma l’obiettivo delle forze dell’ordine adesso è comprendere chi sono gli imprenditori vessati, anche perché di denunce se ne registrano pochissime nel corso di questo 2022, nonostante le attività investigative svolte raccontino di una criminalità organizzata quantomai attiva. A dare il là alle indagini anche le rivelazioni dei collaboratori di giustizia e in particolare di Pasquale Rapicano, ex killer del clan D’Alessandro che ha fatto all’Antimafia i nomi degli imprenditori – soprattutto della zona portuale – che pagano regolarmente il pizzo alla cosca di Scanzano e in alcuni casi anche ad altre organizzazioni criminali del territorio. Rivelazioni che hanno consentito agli investigatori di fare luce su un cancro che sarebbe fin troppo diffuso a Castellammare e frena inevitabilmente anche lo sviluppo, perché tiene lontano nuovi potenziali investitori che potrebbero scommettere sul territorio, soprattutto dopo il boom turistico che si è registrato in questa estate.La speranza è che cada anche il muro di omertà che purtroppo da sempre rendere più complicate le indagini e favorisce la criminalità organizzata che imperversa sul territorio.

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