Napoli. Ci sono tre considerazioni che saltano agli occhi spulciando l’elenco degli aspiranti onorevoli candidati nei seggi della provincia sud di Napoli e nell’agro nocerino sarnese.

La prima: per trovare candidati con le radici ben piantate nella nostra terra bisogna accendere un lanternino e iniziare ercare pazientemente. L’eccezione dovrebbe essere il nome calato dall’alto, e invece no, l’eccezione diventa l’espressione del territorio.

Passateci la battuta, a qualcuno servirà un Gps sia in campagna elettorale (ammesso che si stia tra la gente e non ci si limiti ai soliti post sui social) sia dopo, quando bisognerà dare risposte ad un pezzo di provincia con mille emergenze tutte aperte sul tavolo.

Altra considerazione: il fiume giallo che festante e baldanzoso era partito alla volta di Roma appena cinque anni fa oggi è sparito. Il taglio dei parlamentari è stato un boomerang e molti parlamentari uscenti del M5S sono impegnati a riporre cornici e borsette dentro gli scatoloni per tornare alla loro vita di sempre.

Ovviamente con la non magra consolazione di un cospicuo, e insperato prima di un lustro fa, conto in banca.

Terza considerazione da fare: la composizione delle liste, per chi conosce legami, accordi, rapporti e accordi, sono palesemente un incastro perfetto di duelli, listini e paracaduti al fine di garantire l’elezione a tavolino ai fedelissimi, a riprova di quanto poco incisivo sia diventato il volere dell’elettorato.

Insomma, se dovevano essere le Politiche in grado di conciliare politica ed elettorato, è chiaro che non lo saranno, anzi l’impressione netta è che si continuerà a scavare il solco della disaffezione a favore del partito dell’astensione.

Col taglio dei parlamentari, la Campania eleggerà 33 onorevoli in meno e ovviamente i collegi sono stati ridisegnati stravolgendo (non senza polemiche) territori e logiche di affinità.

La nuova legge prevede l’elezione di 400 deputati e 200 senatori, di questi 38 deputati e 18 senatori.

Per la Camera sono previste due circoscrizioni. «Campania 1» elegge 20 parlamentari (7 nei seggi uninominali col maggioritario e 13 in quelli plurinominali col proporzionale), «Campania 2» ne elegge altri 18 (7 nei seggi uninominali e 11 nei plurinominali).

Per il Senato, 7 seggi saranno assegnati con il sistema maggioritario nei collegi uninominali, altri 11 col proporzionale nei collegi plurinominali. Noi abbiamo focalizziamo l’attenzione sui collegi che interessano la provincia sud di Napoli, ovvero l’area vesuviana, quella torrese-stabiese, i lattari e la Penisola Sorrentina, e quelli che abbracciano l’agro nocerino.

Gli elettori sono chiamati ad eleggere 7 senatori e 11 deputati. Al Senato, nel plurinominale che comprende la provincia sud di Napoli e 21 città dell’Agro, il Pd ha schierato l’ex segretaria della Cgil Susanna Camusso, i verdi Ilaria Cucchi. Anche Italia Viva schiera i big oltre a Luisa Liguoro, presidente dell’ordine degli avvocati di Torre Annunziata.

Pina Castiello è invece il nome forte del centrodestra, voluta da Matteo Salvini. Per lei, dovesse andar male il collegio, si aprirebbe il paracadute dell’uninominale nel collegio della cinta vesuviana.

Qui gli sfidanti sono Nora Di Nocera, dirigente Pd stabiese, e Orfeo Mazzella, attivista del M5S di Torre Annunziata.

Alla Camera il collegio che accorpa tutti i Comuni della città Metropolitana esprimerà 7 parlamentari. Qui i candidati più forti, oltre a Luigi Di Maio (Impegno Civile) sono quelli del Pd: il segretario provinciale Marco Sarracino e la consigliera regionale Loredana Raia.

I grillini puntano sulla stabiese Carmen Di Lauro, la Lega sulla coordinatrice provinciale, stabiese anche lei, Tina Donnarumma.

A lei Salvini ha riservato il paracadute del collegio uninominale 5 di «Acerra». Qui, il centrodestra è in vantaggio. Così come potrebbe esserlo Annarita Patriarca blindata da Forza Italia e proposta sia nel collegio «Torre del Greco» (qui l’avversario è Sandro Ruotolo del Pd) che nel proporzionale di Napoli 1 e Napoli 2 dietro Taiani.

Battaglia impossibile per l’attore Gaetano Amato (5S) difficile per Virginia Villani (5S) a Scafati. E a proposito di Scafati, in Fdi fa il suo esordio in politica Elena Scarlato, con una posizione blindata nel collegio di Giugliano.

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