San Giuseppe Vesuviano: lei lo denuncia, il marito tenta di accoltellarla

metropolisweb,  
La donna è stata salvata dall’intervento dei carabinieri. Il racconto choc: «Beve ogni sera e poi mi picchia»

San Giuseppe Vesuviano: lei lo denuncia, il marito tenta di accoltellarla

San Giuseppe. Sette mesi di botte e di silenzi. Sette mesi di ingiurie, minacce, e negli occhi ogni volta la stessa paura di morire ma il tentativo di sperare che quell’uomo, prima o poi, la smettesse di farle del male. Perdonava, sempre, fino alla scorsa notte, quando l’uomo che amava ha impugnato un coltello da cucina e ha tentato di ucciderla. Ed è proprio all’ennesimo episodio che una giovane 38enne di San Giuseppe Vesuviano ha deciso di digitare il 112 e chiedere aiuto ai carabinieri. Una telefonata che questa volta gli ha salvato la vita. Un amore tormentato per un 40enne che ha trasformato le carezze sul viso in graffi, tagli e botte. Un incubo terminato dopo l’ennesima lite e con il coraggio di quella donna di mettere fine a quell’inferno. La donna aveva già denunciato il compagno qualche mese prima, a febbraio, quando quell’uomo le ha messo le mani addosso. Tante botte. Troppe che non ha sopportato. Lui ha però provato a farsi perdonare. «Ha iniziato però a bere e ogni sera sempre la stessa storia- ha raccontato in lacrime ai carabinieri che l’hanno strappata dalla furia di quel mostro – anche ieri. Ha impugnato un coltello da cucina e ha prima detto che si sarebbe ferito e poi mi avrebbe denunciato, e poi invece ha tentato di uccidere me». La donna si è precipitata in strada, ha provato ad urlare e poi si è nuovamente barricata in casa. Qui ha chiamato i carabinieri e poi ha tentato di fuggire. I carabinieri l’hanno trovata nel cortile sanguinate e in lacrime. A minacciarla c’era ancora il compagno con il coltello in mano. La donna è stata trasportata all’ospedale di Nola e medicata, rimasta sotto osservazione per 48 ore anche perché in stato di choc. L’uomo invece, alcuni ferito è stato trasferito all’ospedale di Sarno, medicato e dimesso. Per lui sono scattate le manette e la fine di un incubo per la giovane donna che però ora ha dichiarato di aver paura. Un incubo finito ma la paura che possa ritornare a farle del male. La donna aveva infatti già denunciato gli episodi di violenza come accade nella maggior parte dei casi di aggressione a donne e spesso anche nelle tragedie di femminicidi. Intanto sale il numero proprio di violenze nell’hinterland vesuviano: decine e decine sono le denunce che ogni giorno vengono presentate ai carabinieri, troppo spesso però anche ritirate. La paura è il primo fattore che inevitabilmente blocca le vittime oltre che la mancanza poi di un sostegno reale e concreto soprattutto economico. Più volte le istituzioni hanno cercato di mettere in campo iniziative e sportelli, l’impegno delle forze dell’ordine ma poi puntualmente l’asfalto si è macchiato troppe volte di sangue.

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