Il Napoli fermato dal Lecce manca aggancio a vetta

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Il Napoli fermato dal Lecce manca aggancio a vetta

Il Napoli sbatte contro la forza e l’organizzazione del Lecce e smarrisce la strada della vittoria. Cn i salentini (che sbagliano anche un calcio di rigore) finisce con un pareggio 1-1 ma ciò che deve maggiormente preoccupare Spalletti è l’involuzione che la squadra mostra rispetto allo scintillante inizio di campionato. Per i padroni di casa è una partita difficile, giocata contro una squadra molto ben organizzata e caratterizzata anche da ottime individualità tecniche. Spalletti sceglie un turnover consistente e tiene inizialmente in panchina sei titolari (Rrahmani, Mario Rui, Lobotka, Zielinski, Lozano e Kvartskhelia) e torna al 4-2-3-1 affidando una buona parte delle velleità offensive della sua squadra a Raspadori. Baroni risponde con un 4-3-3 e affida a Colombo la guida dell’attacco, sostenuto soprattutto dagli spunti a volte irresistibili del velocissimo Banda. Il Lecce potrebbe andare in vantaggio per primo al 24′ del primo tempo quando Ndombele atterra Di Francesco in area. Colombo batte il rigore e insacca ma l’arbitro fa ripetere perché non aveva autorizzato la battuta con il suo fischio. L’attaccante leccese cambia angolo ma Meret intuisce la conclusione e devia il pallone. Passano due minuti ed è il Napoli a trovare la via del gol. Elmas servito nell’area piccola da Politano insacca. La squadra pugliese però non si scoraggia e continua a macinare il proprio gioco con ordine e un buono spirito d’iniziativa. L’atteggiamento degli uomini di Baroni viene premiato al 30′ grazie a una iniziativa personale di Colombo che da fermo, a 25 metri dalla porta, fa partire un gran tiro di sinistro che s’insacca sotto l’incrocio dei pali. Un vero e proprio eurogol per il giovanissimo attaccante scuola Milan. La reazione del Napoli è debole. Le idee sono poche e confuse. La manovra degli azzurri è lenta e prevedibile e i due centrocampisti, Anguissa e Ndombele, sono bravi nel contenimento dell’azione avversaria ma non altrettanto quando si tratta di far partire l’offensiva. Raspadori nel tentativo di ricucire gli spazi di gioco tra il centrocampo e l’attacco viene sistematicamente risucchiato troppo indietro e non è mai in grado di dialogare con Osimhen. L’attaccante nigeriano rimane inevitabilmente assente dal gioco e tocca poche volte il pallone. Nella ripresa l’allenatore del Napoli manda subito in campo Zielinski e Lobotka per dare più velocità alla costruzione della manovra. Nel corso della ripresa, viste le difficoltà riscontrate nel gioco offensivo, Spalletti fa entrare anche Kvaratskhelie e Lozano ed effettivamente la pressione aumenta e arrivano anche le occasioni per passare in vantaggio. Tuttavia né Osimhen, né Lozano, né Politano, ai quali capitano buone occasioni, riescono a trovare la strada della porta di Falcone. Il Lecce si difende sempre con ordine e alla fine porta meritatamente a casa un punto che fa molto morale per la squadra di Baroni.

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