Michele Imparato

S.Antonio-S.C.Ercolanese. Vertolomo accusa: «Vittime di teste matte»

Michele Imparato,  

S.Antonio-S.C.Ercolanese. Vertolomo accusa: «Vittime di teste matte»

“Siamo stati ostaggio di 10-15 teste matte arrivate da Ercolano che hanno creato il panico”. Inizia così il lungo sfogo di Giuseppe Vertolomo, il presidente del Sant’Antonio Abate, il giorno dopo la rissa scatenatasi in campo tra le tifoserie che ha portato alla sospensione della gara di coppa Italia. Ieri si è già pronunciato il giudice sportivo che ha inflitto una multa di 1000 euro alle due società più due giornate da disputare a porte chiuse. La partita di coppa Italia, sospesa sul 3-1 per la Sc Ercolanese, alla fine del primo tempo, dovrà essere proseguita in campo neutro. Una pagina nera per il calcio campano e che porterà quasi certamente a squalifiche pesanti da parte del giudice sportivo. “Probabilmente dal punto di vista della sicurezza si poteva fare di più – spiega Vertolomo- ma con 15 tifosi ospiti nessuno avrebbe immaginato ciò che poi è accaduto. Ci tengo a precisare che noi come società siamo parte lesa. Una situazione assurda anche perchè tra le tifoserie non ci sono mai stati screzi. Noi abbiamo saputo che un ragazzino, tifoso del Sant’Antonio, era stato aggredito fuori lo stadio solo perchè indossava la maglia giallo e rossa. Poi dopo la situazione è precipitata. Dispiace per i danni riportati dal pullman dell’Ercolanese, purtroppo qualsiasi tifoso reagisce davanti alle provocazioni. Precisiamo che non voglio giustificare nessuno e noi siamo le vittime di tutto. Siamo solidali anche con la società ospite. Purtroppo tutto ha avuto origine dal comportamento di queste dieci belve, perchè così le possiamo definire, che hanno aggredito gli steward entrando nel settore ospiti senza pagare il biglietto. C’era stata un po’ di tensione, qualche lancio di oggetti, ma la situazione  sembrava essere rientrata. Durante l’intervallo io ero negli spogliatoi e sono giunti i carabinieri ordinando di sospendere la partita e a quel punto l’arbitro ha sospeso la gara. E’ stata una situazione mortificante – continua il presidente Vertolomo- a bordo campo c’era mio fratello minore e ho temuto il peggio”. Dopo la rissa, il Sant’Antonio in una nota stampa ha anche minacciato di ritirare la squadra del campionato. A riguardo, il patron Vertolomo aggiunge: “Fin quando non si esprime il giudice sportivo non possiamo sbilanciarci. Sicuramente arriveranno sanzioni pesanti, probabilmente una multa e forse la squalifica del campo. Noi rimandiamo le decisioni solo dopo aver preso visione del comunicato del giudice sportivo. Intanto è arrivata l’ordinanza del Comune di Sant’Antonio in cui si è deciso di chiudere il settore ospiti”. Il presidente Vertolomo annuncia anche un’iniziativa che sarà fatta dalla società del Sant’Antonio per il ragazzino vittima dell’aggressione. “Lo accoglieremo in sede per regalargli una maglietta della squadra autografata dai calciatori e altri gadget. Dispiace tantissimo perchè noi stiamo facendo sacrifici per fare calcio dove tutti sanno le difficoltà economiche per gestire una società dilettantistica. Noi siamo per un calcio pulito e per valorizzare anche i giovani del territorio con il settore giovanile”.

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