Panchine calde e divorzi lampo: l’estate nera degli allenatori

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Panchine calde e divorzi lampo: l’estate nera degli allenatori

L’Italia si conferma una nazione di mangia allenatori. Molti dirigenti, trincerandosi dietro affermazioni populiste e di facciata, dichiarano spesso che hanno fiducia nella loro guida tecnica salvo poi stravolgere tutto dopo poche settimane. Questa usanza è diventata sempre più frequente nel nostro calcio dove nessuno dà tempo e fiducia agli allenatori a prescindere dalle pressioni di una piazza e dalla categoria. Non è un caso che in Italia un allenatore in media venga esonerato dopo 243 giorni. Nella stagione corrente c’è chi però si è praticamente superato provvedendo a licenziare tecnici addirittura prima che iniziasse il campionato. Un vero e proprio record ma che non deve sorprenderci più di tanto. Il calcio sta andando verso questa direzione del tutto e subito. Non si ha pazienza di aspettare almeno un numero congruo di partite prima di prendere una decisione. L’esonero sancisce in parte anche una sconfitta del progetto ma anche un costo in più per la società che si ritrovano a pagare due stipendi. Sappiamo come nelle categorie dilettantistiche questo possa incidere non poco sul budget. La riprova che il calcio è bugia sta nell’avvicendamento avvenuto sulla panchina del Monza. Non più tardi di due settimane fa, Galliani si arrabbiò non poco con i giornalisti che gli chiedevano se davvero Giovanni Stroppa fosse sulla graticola dopo un inizio disastroso di campionato. L’Amministratore Delegato brianzolo rispose chiaramente che il tecnico non era in discussione: “Abbiamo affrontato 5 delle prime 6 squadre in classifica, non dimentichiamocelo. La squadra sta comunque dando segnali di crescita”. Il dietrofront totale è avvenuto dopo il pari di Lecce che ha portato all’esonero dell’allenatore con la promozione in prima squadra di Palladino. In serie B è successo veramente di tutto. Il primo terremoto è avvenuto a fine luglio quando Silvio Baldini dà le dimissioni lasciando a sorpresa la panchina di un Palermo che aveva portato in cadetteria dopo una cavalcata incredibile. Una decisione che ha spiazzato totalmente la dirigenza rosanero che ha deciso poi di affidarsi ad una vecchia conoscenza della piazza come Eugenio Corini. Altro addio lampo è stato quello tra Lamberto Zauli ed il Sudtirol, squadra neopromossa in B. L’ex allenatore della Juventus Under 23 è stato sollevato dall’incarico prima che iniziasse la stagione. L’addio tra le parti è avvenuto in pieno precampionato dopo le sconfitte in Coppa Italia contro la Feralpisalò ed in amichevole con il Mantova. Adesso sulla panchina dei bolzanini c’è un allenatore molto esperto come Pierpaolo Bisoli. Storia simile a quella del Suditrol è quella della Turris. Il club torrese annuncia Max Canzi dopo l’addio con Caneo. Il tecnico, ex Olbia, svolge tutta la fase precampionato collezionando prestazioni deludenti che iniziano a non piacere per niente alla dirigenza. Il 27 agosto la squadra viene presentata al Liguori con un’amichevole contro il San Marzano (club di Promozione) allenati da un ex corallino come mister Franco Fabiano. La Turris perde male ed il giorno dopo si decide per l’esonero lampo di Canzi. Al suo posto viene scelto Padalino che nel giro di poche ore si trova a debuttare per la prima giornata di campionato. Rientra più invece nella logica delle cose il divorzio tra il Taranto e Di Costanzo dopo 2 giornate di Lega Pro. Squadra confusa e messa male in campo. Nella città dei due mari arriva Eziolino Capuano chiamato a fare l’ennesimo miracolo. Anche nel mondo dei dilettanti già ci sono stati degli stravolgimenti nonostante la stagione sia iniziata da pochissimo. L’esperienza di Cioffi all’Afragolese è durata pochissimo, il tecnico decide di dare le dimissioni dopo alcune settimane tra lo stupore generale della piazza. Al suo posto è stato chiamato Bitetto. In Eccellenza anche l’Ercolanese ha deciso di cambiare guida tecnica. Il 30 agosto la società informa della separazione con Ignudi il cui posto è stato preso da mister Ambrosino. Dalla serie A al campionato di Eccellenza dunque, la filosofia che accomuna tutti è quella di non avere pazienza e fiducia. La domanda allora nasce spontanea: conviene ancora parlare di progetto tecnico quando si cambia allenatore prima o dopo poco l’inizio della stagione?

Bruno Galvan

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