Vincenzo Lamberti

Dopo i falsi spot su Marittimi e Deiulemar, i grillini ci riprovano a Torre del Greco

Vincenzo Lamberti,  

Dopo i falsi spot su Marittimi e Deiulemar, i grillini ci riprovano a Torre del Greco

Torre del Greco. A distanza di quattro anni il Movimento Cinque Stelle si ripresenta a Torre del Greco. Tante cose sono cambiate da quella fredda sera d’inverno. Era il 12 febbraio del 2018 e sul sagrato della Basilica di Piazza Santa Croce era schierato tutto lo stato maggiore. Da Beppe Grillo a Luigi Di Maio, passando per Roberto Fico e i candidati all’uninominale e al proporzionale. Una città distrutta dal crac Deiulemar ascoltò le promesse di chi assicurava commissioni d’inchiesta, indagini sicure e il recupero di tutte le somme perse. Ma i grillini si impegnarono anche per i marittimi torresi, tra i più numerosi  del settore. In difesa, disse allora il comico genovese dei “sacrosanti diritti dei lavoratori italiani minacciati dalla concorrenza al ribasso di quelli stranieri”.

Dopo quattro anni e mezzo, però, quelle promesse sono rimaste carta straccia. Nemmeno l’ombra delle commissioni d’inchiesta, nessun recupero totale dei fondi della Parmalat del Vesuvio, poco e nulla anche per la battaglia in cui avevano creduto i marittimi torresi.Ma il popolo torrese è generoso: e ieri è tornato ad abbracciare il Movimento.

A Giuseppe Conte, l’avvocato del popolo, ex premier, il compito di difendere le posizioni traballanti dei leader locali. Nessun riferimento a quelle parole di quattro anni e mezzo fa. Ma il solito armamentario di accuse agli avversari e di difesa del reddito di cittadinanza: il vero core business della campagna elettorale dei grillini. Tanto da rendere quasi in bilico alcuni collegi che, fino a pochi giorni fa, venivano dati per sicuri al centrodestra.

Non ultimo proprio quello di Torre del Greco, Torre Annunziata, Castellammare e Penisola Sorrentina. “Giustizia, giustizia, giustizia’’: è il coro che si è levato poco prima che Giuseppe Conte iniziasse il suo intervento, programmato sulle scale della basilica cittadina.

Alle spalle del capo politico del Movimento 5 Stelle c’era uno striscione che ricordava Giovanni Guarino, il giovane di nemmeno 19 anni accoltellato a morte all’esterno di un parco giochi del quartiere Leopardi lo scorso aprile a seguito di una aggressione per la quale sono stati arrestati due minorenni. Poco prima Conte aveva incontrato sempre sulle scale della chiesa i genitori del ragazzo, abituale frequentatore proprio di piazza Santa Croce, con i quali si è intrattenuto a parlare per alcuni minuti.

Conte ha difeso con forza il Reddito di Cittadinanza, parlando di una misura di dignità e di tutela delle classi deboli. Parole a cui, a poca distanza, da Napoli, ha fatto eco il suo acerrimo rivale, Matteo Renzi: “Bisogna farla diventare come la Florida, invece Giuseppe Conte la vuole far diventare come il Sussidistan. Giovani del Sud, di Napoli e della Campania, volete vivere del sussidio che vi promette Conte? Votate 5 Stelle”.

Intanto l’ex premier Conte ha parlato anche della guerra: ‘’Negoziato di pace, negoziato di pace, negoziato di pace’’. Lo ha ripetuto tre volte Giuseppe Conte. Parlando di caro bollette il leader del Movimento 5 Stelle sottolinea che questo rappresenti a suo modo di vedere ‘’l’unica via per uscire da questo conflitto’’.

‘’Non possiamo permetterci – prosegue Conte – di abbracciare la prospettiva di un’escalation militare. È troppo rischiosa: stiamo pagando già un caro prezzo. Siamo con l’Ucraina, siamo vicini all’Ucraina ma per aiutarla dobbiamo indirizzare questo conflitto verso una soluzione. E l’unica via è il negoziato di pace. Per questo abbiamo detto no al riarmo: no a soldi buttati via per investimenti militari. Dobbiamo investire per sostenere famiglie, imprese, commercianti che in questo momento sono in difficoltà’’.

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