Franco Cascone entra in Regione: “Forza Italia, baluardo anti Cinque Stelle”

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Franco Cascone entra in Regione: “Forza Italia, baluardo anti Cinque Stelle”

«Credo che le elezioni del nostro collegio uninominale sia una cartina di tornasole per chi decide le candidature: la scelta di Annarita Patriarca è stata espressione del territorio e ha intercettato un consenso importante».

Franco Cascone è stato, pur non candidato uno dei protagonisti della campagna elettorale appena chiusa. Grazie all’elezione di Annarita Patriarca, Cascone è arrivato in consiglio regionale dove si insedierà appena sarà ufficiale l’elenco dei deputati eletti.

Cascone, si può dire che anche lei ha fatto campagna elettorale con la Patriarca?

«E’ chiaro che, in questo frangente, ci fosse un mio interesse diretto all’elezione di Annarita. Per questo motivo ero fianco a fianco con lei, girando per venti giorni tutti i comuni del collegio. Ma è stato importante riscoprire il contatto con la gente, la vicinanza con i consiglieri, le associazioni di categoria, quella fascia di popolazione che aveva bisogno di interlocutori concreti e non solo delle facce dalle televisione».

In che senso?

«Nel caso delle Politiche, i big dicono che si tratta di un voto mediatico e quindi la televisione e i grandi temi sono padroni. Ma il nostro collegio dice che espressioni di candidati del territorio portano valore aggiunto. E questo è vero se consideriamo che, rispetto agli altri sei collegi, qui il centrodestra ha fatto paura ai Cinque Stelle che per poco non hanno perso».

La loro vittoria è solo merito del reddito di cittadinanza?

«Io credo che 80% di quel consenso sia legato al reddito di cittadinanza. E questo deriva dai numeri: nelle altre province campane c’è stata un’espressione di consenso che non ha raggiunto percentuali bulgare come quelle della provincia di Napoli. Qui abbiamo misurato la presenza di 10mila percettori di reddito, più 7mila in attesa di autorizzazione. Volendo fare una media di tre persone a unità familiare, sono 45 mila voti».

Diceva 80% merito del reddito. E l’altro 20?

«E’ dovuto a Conte che è un leader che ha tirato e ha avuto esposizione mediatica durante il Covid. La scelta di non andare col Pd è stata positiva per lui, ma è innegabile guardando le aree che il reddito abbia fatto da padrone. Dove c’era più reddito c’è stata percentuale bulgara, dove c’è una società che crea opportunità la crescita è contenuta».

Il grande assente di questa partita è il Pd.

«La spiegazione risiede nella mancata espressione di una territorialità. Vede il Pd napoletano è forte. Ma si è illuso che le manifestazioni di voto fossero legati alla mediaticità, i leader del Pd hanno gettato la spugna, con candidature piovute dall’alto, senza ragione».

Voi avete rinnovato molto anche se con qualche spaccatura evidente.

«L’attuale governo regionale del partito ha fatto scelte coraggiose. Nei collegi ci sono state indicazioni di persone che avevano una presa diretta sul territorio: Brescia, Silvestro, Caldoro sono nomi di big che si sono impegnati e in  alcuni casi hanno vinto. La ricetta vincente ha raggiunto il suo culmine nel nostro collegio: io e Annarita eravamo i primi due eletti alle regionali, abbiamo fatto squadra costruendo un percorso virtuoso».

Quale sarà il ruolo di Franco Cascone in Regione?

«Il fatto che io amministri o abbia amministrato una città mi consente di aver un’esperienza e una conoscenza dei problemi e dei meccanismi, delle procedure e della normativa. Mi darà la possibilità di coprire un ruolo decisivo. Sarò megafono delle istanze del territorio che scontano il fatto che non vi sia da anni una rappresentanza, a parte i due anni di Annarita Patriarca. In regione c’è una sorta di rallentamento dell’attività amministrativa, anche per la pioggia di fondi Pnrr che arrivano dall’Europa, ma la Regione resta il cuore della vita amministrativa per le tematiche di cui si occupa e avere la possibilità di dare supporto a questa azione è un privilegio di cui mi onoro».

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