Scotto, Articolo 1 contro la Meloni: “La sua è una destra ideologica”

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Scotto, Articolo 1 contro la Meloni: “La sua è una destra ideologica”

«La destra vince ma non è maggioranza nel Paese. Ha intercettato i voti di una legge elettorale disastrosa scritta da Matteo Renzi che è una legge maggioritaria. Mentre il centrosinistra ha corso come se fosse nel proporzionale».

Arturo Scotto è il coordinatore di Articolo 1, eletto in Parlamento, listino proporzionale, nel collegio di Pisa, Scandicci e Firenze. Originario di Torre del Greco, già deputato da giovanissimo, torna in aula a fare l’opposizione. Scotto, perché ritiene che non ci sia stata una vittoria netta? I numeri sembrano chiari. «La vittoria c’è, sia chiaro, ma non c’è uno sfondamento. Il centrosinistra ha sbagliato a non trovare ragione nell’unità.  Bisognava lavorare fino alla fine per tenere un filo unitario perché dopo aver governato insieme per 4 anni, prima con Conte poi con Draghi era incomprensibile per larga parte del paese il perché la sinistra si dividesse».

Resta però un dato chiaro: la sinistra non parla agli elettori. Non si riconosce più nel suo popolo e viceversa.

«Il problema viene da più lontano e parte dal processo di sradicamento del centrosinistra e della sinistra tradizionale dai ceti popolari che è figlio di una lettura della società italiana sbagliata: perché secondo alcuni non esiste il confitto sociale. Invece esiste finché ci sarà chi ha tanto e chi ha troppo poco. Siamo apparsi come quelli che non difendevano chi aveva troppo poco. E i risultati dicono questo».

Come se ne esce?

«Non è un lavoro di breve periodo, ma medio e lungo periodo. Serve una ricostruzione e un radicamento della sinistra in questo paese. Nel Mezzogiorno questo elemento è evidente e abbiamo visto dal voto per il Movimento Cinque Stelle che ha strabinto in alcuni quartieri dove era radicata la sinistra».

Molti suoi colleghi del centrosinistra non si dicono spaventati dalla vittoria della Meloni. Lei no. Perché?

«Perché per me è una  vittoria di una destra radicale che ha un impianto ideologico molto solido e che affonda le radici nella crisi della globalizzazione e in una domanda di protezione sociale che la sinistra non ha interpretato. E’ una destra che non ha tagliato le radici col fascismo. Al momento, di grandi svolte, da questo punto di vista non ve ne sono state. Anzi ho visto estrema reticenza e poi parla chiaro il sistema di alleanze internazionali».

A cosa si riferisce?

«Guardi la compagnia di giro è chiara. Pensiamo al modello polacco: la Polonia è sotto giudizio della Corte Europea di giustizia e dalla commissione europea che le ha comminato sanzioni perché ha modificato legislazione che mette sotto controllo del potere esecutivo media e giustizia, rompendo il principio di separazione. Sono Alleati del cuore contro i vaccini, contro le leggi sulla memoria, contro i matrimoni egualitari, contro le libertà sindacali, contro l’aborto. Affondano nelle alleanze internazionali che creano un legame doppio con la destra trumpiana americana che arriva fino ad Orban»

Ma ora che opposizione si fa Onorevole Scotto? Tutti divisi come sempre?

«Opposizione senza sconti su alcune ricette che la destra proporrà: penso all’autonomia differenziata che è punto distintivo di questa destra che penalizza il Sud, passando per la flat tax o l’abolizione del reddito di cittadinanza».

Ma non mi ha risposto sul come si fa questa opposizione?

«Ha fatto bene Letta dicendo facciamo un’agenda comune delle opposizioni. Ormai è finita la campagna elettorale e questo tema faccia breccia anche trai i grillini e nel Terzo Polo.Sulla difesa delle istituzioni repubblicane, sulla tutela dello stato sociale e della Costituzione ci sono punti che ci uniscono. Sul resto vedremo strada facendo. Sono fiducioso».

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