Nello D’Auria punta tutto su Gragnano: “Sarà capitale turistica”

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Nello D’Auria punta tutto su Gragnano: “Sarà capitale turistica”

«Saluto la nascita di questo governo con tanta fiducia e tanta speranza. Spero che tutti i ministri siano pieni di voglia di fare nel senso che spero si ponga l’accento sui territori e sul ruolo dei sindaci. Devono capire a Roma quello che stiamo vivendo noi e che i cittadini stanno vivendo».

Nello D’Auria è il sindaco di Gragnano. Da quando è primo cittadino si è lanciato anima e cuore nella gestione amministrativa di una città difficile ma con tante potenzialità.

Sindaco D’Auria, purtroppo dopo la pandemia è arrivata la crisi energetica e il caro bollette. Per i sindaci non è mai una passeggiata governare.

«La crisi energetica che stanno affrontando oggi le aziende è un problema serio. Le imprese fanno fatica ad essere competitive ad avere una certezza nei budget per l’aumento delle bollette e a traslare questi aumenti di prezzi delle materie prime sui prezzi di mercato. Bisogna avere una maggiore visione sui consumi di energia per pianificare il futuro».

Non sarà facile nemmeno per un esecutivo che nasce sotto i migliori auspici almeno per quanto riguarda i numeri.

«La prima sfida che si trova davanti il nuovo governo è paradossale perché dal punto di vista economico il Pnrr sembrava una grande opportunità per il Paese con una ripresa che si era già vista. Ma questa crisi ferma e incrina la fiducia di tutti. Anche le aziende ad essere competitive. E questi rincari vanno sui cittadini».

Qualche suo collega sostiene che come per la pandemia serva un aiuto nei confronti delle famiglie. 

«Sono d’accordo però serve un timing temporaneo, perché il governo ha soprattutto bisogno di una politica industriale. Noi, ad esempio, ci stiamo accorgendo che se hai un aumento delle utenze, i cittadini pagano la bolletta della luce e del gas e, magari, non la Tari. Quindi abbiamo di conseguenza noi un problema nel pianificare i bilanci comunali. Si tratta di una coperta corta da qualsiasi lato la tiri. Serve un’azione sinergica e strutturale».

Lei è reduce dall’organizzazione di una festa della Pasta che ha voluto con una forte impronta internazionale e soprattutto che mettesse insieme le forze della città. Quali obiettivi si è posto?

«Noi non siamo non fiduciosi, ma di più. Nel senso che si è avvertito un clima di fiducia da parte dei cittadini e una consapevolezza un po’ persa sia per il Covid sia per il passato. Abbiamo visto operatori contenti, l’entusiasmo per quello che si è realizzato a Gragnano. È un’eccellenza mondiale dal punto di vista eno gastronomicio e questo è un valore da trasferire sul territorio, lavorando sul marketing territoriale, sull’offerta turistica dell’area. Del resto i flussi della Campania sul turismo sono stati un overbooking continuo e dobbiamo incidere dove siamo competitivi.  A fine mese stiamo cercando di comunicare i dati della festa della paste, incoming, aziende, eccellenza e un nuovo progetto di turismo industriale».

Si è trovato, da sindaco, a gestire anche momenti difficili. La morte di Alessandro, suicida a causa dei bulli, è una vicenda che l’ha provata anche personalmente. E’ preoccupato? «Io sono tanto preoccupato e lo sto dicendo da tempo. La tragedia di Alessandro ha cambiato il nostro paese, abbiamo messo in campo una serie di azioni per un problema che ha riguardato Gragnano ma che non è solo nostro. Ogni giorno leggiamo notizie che vanno in questa direzione. Nella sfortuna siamo stati fortunati perché grazie a quella indagine sono stati messi in luce alcuni fenomeni che si verificavano sul nostro territorio, erroneamente sottovalutati dalle istituzioni, dalle famiglie e dalle scuole. Stiamo portando avanti programmi su bullismo e cyber bullismo. Ma dobbiamo comprendere che il sistema di riferimento della comunicazione è cambiato: i ragazzi non tornano indietro, sono social e dobbiamo incidere in termini di prevenzione e di utilizzo di questi strumenti. I ragazzi non hanno una comfort zone. Basta un messaggio sul cellulare e si entra direttamente in contatto con loro. Serve molto, tanto lavoro da fare».

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