Torre Annunziata. Madonna della Neve, passione e fede scuotono la città

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Torre Annunziata. Madonna della Neve, passione e fede scuotono la città

Francesca impugna la foto del marito. E’ a letto «per ora non può alzarsi ». Lo scorso anno ha scoperto di avere un tumore «i medici gli avevano dato poche speranze, è stato operato e al collo non ha mai voluto togliere il ciondolo con il volto della Madonna della Neve, nemmeno in sala operatoria». Asciuga le lacrime e continua «il tumore on è ricomparso più, l’intervento è andato bene anche se ancora non può muoversi. E’ stata lei, la nostra mamma Maria, ci ha fatto il miracolo». strofina la foto del marito sulla tecla di vetro e poi bacia la Madonna. Come Francesca, di storie, nascoste tra i fedeli ce ne sono tante.

Uomini, donne, ma anche bambini devoti alla Vergine bruna, alla Madonna della neve, che ormai rappresenta, per i torresi ma anche per chi arriva dai paesi vicini, una delle poche tradizioni religiose storiche rimaste in piedi. Nemmeno l’emergenza covid e quei tre anni di stop obbligatori hanno ridotto la fede e la devozione. Anzi. La lunga attesa ha dimostrato la passione e la fede di un popolo che ieri mattina si è messo in cammino. Protagonisti, come sempre, sono stati i pescatori. Il primo, il volto storico della processione è l’immancabile Ciro Setaro. Il gigante buono che guida da anni i portatori. Sedici giovani, ma anche anziani che mostrando orgogliosi la maglietta con la scritta del bicentenario hanno sfilato, con il peso della fede sulle spalle. Le tappe obbligatorie anche per quest’anno sono state quella del porto, nell’area dei silos e sullo sfondo, la coincidenza ha voluto che nelle acque ci fosse una imbarcazione dal nome Maria.

Un’altra tappa, prevista dal percorso in via De Simone, Palazzo Criscuolo e in piazza Cesaro. Qui è stata scoperta dai commissari straordinari che hanno partecipato a tutta la processione indossando la fascia tricolore, una lapide in pietra lavica affissa sulla parete esterna della chiesa di Santa Teresa, in ricordo del bicentenario della festa, a testimonianza e ricordo del miracolo: la Madonna che fermò la lava evitando che cancellasse la città oplontina. Un miracolo che ogni anno, il 22 ottobre appunto, viene ricordato. Qui a prendere la parola è stato uno dei tre commissari straordinari, Marco Serra che ha lanciato un appello alla città «insieme possiamo provare a cambiare questa città e a risolvere quelle che sono le emergenze con le quali ogni giorno, da tempo, ci troviamo a confrontarci. Questa è una città bellissima, e questo popolo merita un riscatto». Come sempre la Vergine ha sostato davanti al commissariato della polizia di Stato e in via Alfani dove sono state ricordate le vittime del crollo. Sosta anche in via Gambardella, chiesa del Carmine.

Tutte soste concordate in precedenza per consentire anche ai pescatori di riposarsi. Qualche sosta fuori programma, come sempre, è stata anche d’obbligo visto che i pescatori non hanno voluto dire di no ai tanti disabili, bimbi e le loro mamme che hanno incontrato durante il percorso, vicenda questa che ha fatto scattare delle piccole frizioni, tensioni dovute anche all’agitazione del momento. Una processione comunque blindata dalle forze dell’ordine anche dopo le tensioni e gli ultimi arresti, ma anche per l’eccellenti scarcerazioni che ci sono state negli ultimi mesi e che avrebbero potuto condizionare qualcuno con inchini sospetti. Cosa invece che non c’è stata e non è stata comunque riscontrata dalle forze dell’ordine. Il percorso più breve non ha comunque penalizzato nessuno visto che in tanti si sono precipitati per le strade «noi siamo abitiamo in via Castello, ci è dispiaciuto che non è passato il quadro ma speriamo che domani come si sono preoccupati di preservare la cittadinanza dai rischi crolli, poi si ricordino anche di chi abita qui da sempre».

Una processione peraltro senza la politica, da anni, per la prima volta, senza un sindaco e giunta a seguito, dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Ecco perché in tanti l’amarezza di una città che già porta il marchio di città di camorra, che ha dovuto fare i conti con la malapolitica e che ha affidato alla Madonna la preghiera di un cambiamento, quello più volte promesso, ma che invece dovrebbe solo arrivare dalla città. Il Quadro è stato riposto sull’altare maggiore della Basilica della Madonna della Neve dove resterà in esposizione. Peraltro per quest’anno la Madonna ha indossato una speciale collana, un omaggio di fedeli, in occasione del bicentenario che sarà ricordato come una delle feste più sobrie e più concentrata sulla fede e non sulla cornice di eventi.

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