A Massa Lubrense una finestra sul mondo per denunciare la barbarie in Irian

Mauro de Riso,  

A Massa Lubrense una finestra sul mondo per denunciare la barbarie in Irian

Una finestra che si apre sul mondo. Un connubio tra mare e cielo in un’opera che consegna ai posteri il sacrificio e il coraggio delle vittime innocenti della barbarie del regime iraniano. L’installazione artistica sul Monte San Costanzo è stata svelata in un caldo pomeriggio autunnale, portando a termine il progetto ideato dall’Associazione dei ristoratori lubrensi insieme al Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II e al Comune di Massa Lubrense. E la luce brilla anche a notte fonda attraverso l’opera di Marjan Fahimi, l’artista iraniana che si è aggiudicata il contest internazionale indetto per dare concretezza al progetto. “La Finestra” – così è stata denominata l’installazione artistica – domina il Monte San Costanzo e si può ammirare percorrendo il sentiero che da Termini si collega alla vetta, un luogo incantevole da cui godersi uno dei panorami più suggestivi di Massa Lubrense. I suoi strati di plexiglass azzurro trasparente richiamano i profili delle montagne circostanti, schiarendosi man mano che si avvicinano al cielo. E al suo interno sono racchiuse ermeticamente, tra vari strati di resina, le pietre che Marjan ha raccolto sul monte e che diventano stelle luminose nel cielo notturno, grazie ai pigmenti fosforescenti che hanno la capacità di raccogliere la luce solare durante il giorno e di rilasciarla con un bagliore che richiama la luce delle stelle durante le ore di buio. Ed è in quel cielo stellato che l’artista ha trascritto i nomi dei piccoli martiri delle rivolte in Iran. Una rivoluzione sociale, innescata dalla morte della 22enne Mahsa Amini, arrestata dalla “polizia morale” per aver indossato l’hijab (il velo islamico) in modo “sbagliato” e deceduta in circostanze sospette, con ferite riconducibili ad un pestaggio. «Qui ci sono i nomi dei bambini e dei ragazzi che hanno combattuto a mani vuote contro un nemico armato fino ai denti e che sono stati ammazzati per difendere qualcosa che, come affermava Oriana Fallaci, ancor prima di essere un diritto è un dovere: la libertà», ha spiegato Marjan nel presentare la sua opera. «Nel mio Paese di origine da tanti giorni vengono ammazzati donne, uomini e bambini, che lottano per la libertà. – ha evidenziato l’artista – E in questa mia opera mi sono concessa un piccolo gesto: ho scritto i loro nomi qui, tra le stelle di questo cielo. Per fare in modo che quei bambini uccisi possano stare sempre in questo paradiso terrestre e guardare il sole sorgere in questa oasi di pace». L’arte, che diventa vita oltre la morte. Uno sprazzo di eterno che illumina la notte.

CRONACA