Mario Memoli

Coltellate fuori alla disco: un fermato e 4 indagati nell’Agro-Nocerino

Mario Memoli,  
Rissa a Carnevale sfociata nel sangue nel parcheggio del Glamis, c’è la svolta: 19enne accusato di tentato omicidio, divieto di dimora per i complici

Coltellate fuori alla disco: un fermato e 4 indagati nell’Agro-Nocerino
La rissa nel parcheggio del locale

Nocera Inferiore. Ulteriore svolta per la rissa finita nel sangue a febbraio scorso nel parcheggio del discopub “Glamis” a Castel San Giorgio. Ai due minorenni incastrati dalle telecamere e finiti a processo – sospeso per la messa alla prova ai servizi sociali – si aggiungono altri 5 giovani tutti con età tra i 18 e i venti anni raggiunti ieri da misure cautelari personali emesse dal Tribunale di Nocera Inferiore su richiesta della locale procura guidata da Antonio Centore.

Arrestato il 19enne Pasquale Manzo di Nocera Inferiore, per lui l’accusa è di tentato omicidio (concorso morale) ipotesi di reato per la quale è stato messo ai domiciliari. Avrebbe passato il coltello al minorenne che poi aveva colpito il rivale ferendolo in maniera grave. Altri 4 giovani che erano presenti quella sera sono stati raggiunti dall’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza (Nocera Inferiore, Roccapiemonte, Castel San Giorgio e Bracigliano) accusati di aver partecipato alla  maxi rissa che coinvolse numerosi giovani.

L’ordinanza è stata firmata dal gip del Tribunale di Nocera Inferiore Carlo Bisceglia. Dalle indagini è emerso, a livello di gravità indiziaria, che dopo una banale discussione nata per una “spinta” all’interno del locale, due gruppi di ragazzi si erano affrontati dapprima all’interno del locale stesso e poi a seguire nel parcheggio antistante.

Durante la rissa uno dei giovani in questo caso Manzo avrebbe utilizzato un coltello. Prima scambi di battute, poi gli spintoni ed in pochi secondi esplose la rissa. Ad avere la peggio due ragazzi, di 18 e 20 anni, rispettivamente di Castel San Giorgio e di Mercato San Severino.

Il 18enne di Castel San Giorgio si accasciò al suolo, a causa dei colpi all’addome e alle spalle, con la perforazione di un polmone. L’altro ferito, invece, fu ferito ad una mano. Le immediate indagini avviate dai carabinieri della Stazione di Castel San Giorgio  consentivano di ricostruire la dinamica dei fatti attraverso la visione delle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza presenti nonché raccogliendo testimonianze convergenti.

Intanto i due giovanissimi accusati di essere materialmente gli autori del ferimento hanno definito le rispettive posizioni con la messa alla prova. Lo aveva  stabilito Il giudice del tribunale di competenza (minorenni) Gianfranco Fiore che aveva esaminato il percorso seguito dai ragazzi, e accogliendo le istanze dei difensori  Paride Annunziata e Manuel Capuano a maggio aveva deciso per l’affidamento alla prova.

Trascorso un anno per il giovane rocchese e due anni per il coetaneo nocerino (autore delle coltellate), se i risultati del percorso rieducativo saranno soddisfacenti e comprovato il recupero, i reati a loro imputati saranno dichiarati estinti. Altrimenti ci sarà un processo.

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