Andrea Ripa

Bufera sugli incarichi legali al Comune di Ottaviano, la rivolta dei giovani avvocati

Andrea Ripa,  

Bufera sugli incarichi legali al Comune di Ottaviano, la rivolta dei giovani avvocati

Una presa di posizione era inevitabile. Dopo la pubblicazione del regolamento per l’assegnazione degli incarichi legali che ha chiuso le porte a decine di giovani avvocati del territorio pronti a fare domanda al Comune di Ottaviano, anche le associazioni di tutela della professione hanno sollevato la questione in via formale. Una missiva di revocare il regolamento e cancellare il «requisito incriminato» è stata inviata nei giorni scorsi all’attenzione del commissario prefettizio Ida Carbone dalla sezione di Nola dell’Aiga, presieduta dai legali Tommaso Tafuro e Rodolfo De Vivo. E’ il gruppo che racchiude i giovani avvocati del territorio e che ha espresso forte «contrarietà» per la decisione presa dal capo dell’amministrazione comunale di Ottaviano. Il nuovo disciplinare non consente a professionisti iscritti da meno da cinque anni all’albo degli avvocati di ottenere un incarico, anche davanti al Giudice di Pace. «Esprimiamo profonda contrarietà per l’approvazione, da parte del Comune di Ottaviano, del nuovo regolamento per l’affidamento degli incarichi legali per la rappresentanza in giudizio dell’Ente» – fanno sapere dall’associazione in questione – «L’inserimento di questo requisito appare profondamente lesivo per la giovane avvocatura, precludendo in tal modo ai praticanti, o a coloro che non hanno ancora maturato un’anzianità di iscrizione quinquiennale, di patrocinare incarichi di rilevanza minore, che possono essere certamente affrontati in maniera efficace e piena competenza». «Discriminazione» è il termine utilizzato dai vertici dell’associazione perché – a detta loro – il regolamento non verte sul «merito» ma puramente su una questione di annualità di iscrizione all’albo. «Il requisito dei 5 anni è chiaramente sproporzionato e discriminatorio, considerato che esso ed alla rilevanza degli incarichi che potranno essere affidati e non consente di selezionare gli avvocati maggiormente preparati in una determinata materia, ma ha il solo effetto di escludere dalla lista una parte di essi: proprio i più giovani» – si legge ancora – «In tal modo si penalizza, ancora una volta, in maniera incomprensibile ed immotivata i giovani avvocati, il cui inserimento nella professione dovrebbe essere favorito anziché ostacolato». Eppure questa «novità» non era stata prevista dai precedenti sindaci, né da Iervolino – oggi manager dell’Asl Napoli 2 – né da Luca Capasso, ultimo sindaco ottavianese e avvocato di professione. Eppure tra i primi provvedimenti intrapresi dal nuovo commissario prefettizio del Comune di Ottaviano, insediatosi nel corso di una rovente estate politica, c’è il disciplinare con «l’inserimento» del requisito che oggi scatena la rivolta dei giovani avvocati. «La sezione di Nola dell’Aica ha prontamente richiesto alla commissaria prefettizia, dottoressa Ida Carbone, la revoca del regolamento e la ripubblicazione dello stesso, eliminando il requisito dei cinque anni che lede ingiustamente e ingiustificatamente la giovane avvocatura».

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