La presidente dell’Anticamorra, Rescigno: “Sui beni confiscati aiutiamo i Comuni”

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La presidente dell’Anticamorra, Rescigno: “Sui beni confiscati aiutiamo i Comuni”

Carmela Rescigno è da poco più di una settimana la presidente della Commissione regionale anticamorra. Eletta coi voti della Lega e della maggioranza che governa la Campania. Una donna dal carattere deciso che guida una delle commissioni più delicate del consiglio regionale.

Presidente Rescigno, l’Italia ha una premier donna leader del centrodestra. Alle provinciali di Salerno la vostra coalizione ha indicato Sonia Alfano quale candidata presidente. Lei guida l’Anticamorra: ma non era la sinistra a dare più spazio alle donne?

«Guardi io non credo che si debba ridurre tutto a una questione di genere. Mi piace pensare, invece, che i ruoli vengano scelti sulla base delle capacità e delle caratteristiche delle persone. Giorgia Meloni è una leader donna certo, ma ha dimostrato di avere gli strumenti giusti e necessari per essere leader di partito e a capo di governo. È una questione di qualità»

Recentemente ha anche vissuto giorni terribili a causa delle minacce e delle intimidazioni. Cosa hanno lasciato quelle vicende?

«Una pagina bruttissima anche perchè hanno coinvolto mio figlio. Ma una cosa è certa: mi ha lasciato tanta di quella rabbia che mi motiva e convince che questa è una battaglia che va portata fino in fondo. Gli atti intimidatori sono la dimostrazione che sto operando bene».

La sua commissione svolge un ruolo delicato in una regione come la Campania. Come intende svolgere il suo incarico?

«Guardi proprio ieri ho riunito un tavolo tecnico e ho scelto una serie di persone che hanno caratteristiche specifiche. Io sono un medico chirurgo ma dal punto di vista politico con i giusti consulenti si possono portare avanti battaglie importanti. Ho chiesto che a quel tavolo siano seduti magistrati, procuratori, avvocati e rappresentanti delle agenzie che gestiscono beni confiscati. Ieri, poi, ho avuto il primo appuntamento ufficiale con l’assessore alla legalità Morcone. Nelle mie intenzioni la commissione oltre ad essere uno strumento di monitoraggio deve fare anche altro. Soprattutto fornire un contributo sul regolamento della Regione Campania in merito ai beni confiscati».

Recentemente Libera ha evidenziato come vi sia anche un problema di trasparenza dei Comuni per ciò che concerne i beni confiscati.

«La Regione sostiene in tutti i modi i Comuni che partecipano ai bandi per il riutilizzo dei beni confiscati a fini sociali. Il vero nodo è che, però, non parliamo solo di immobili ma anche di società e di imprese che vengono confiscate. A volte, proprio per una normativa un po’ confusa, ci sono imprese che falliscono. Dunque ci vuole attenzione e competenza su questo tema. Penso che la Commissione si debba dare l’obiettivo di verifica del regolamento regionale e funzionare da organo di controllo. Se noi un bene confiscato lo teniamo abbandonato e non lo facciamo utilizzare a fini sociali, lì dobbiamo sapere che viene meno lo Stato. La risposta forte ai clan è questa. Io penso che quelle proprietà devono diventare alloggi per chi non ha la casa, per i disagiati: sono in questo modo diamo un segnale forte sul fatto che quei beni vanno a chi ne ha bisogno davvero. Io ho messo sul tavolo la mia idea e il tavolo tecnico collaborerà e darà suggerimenti giusti per realizzare queste idee. Le cariche oltre che accettare vanno onorate».

E come si può dare una mano anche ai Comuni?

«Purtroppo le amministrazioni comunali hanno paura e anche se non lo possono manifestare perché sono spesso realtà difficili, non si sentono adeguatamente tutelati quando si mette mano ai beni confiscati. Si potrebbe pensare di rivenderli, ma si rischia che vadano ai boss di nuovo. Spesso parliamo di strutture vandalizzate, perché i camorristi fanno di tutto affinchè quel bene non diventi di uso pubblico. E allora c’è un grande lavoro da fare nelle scuole per educare alla legalità: i ragazzi vanno accompagnati alla legalità e la mia commissione si farà carico anche di questo».

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