Rischio Vesuvio, l’ex consigliere alla protezione civile Di Nardo: “Dal 2017 solo silenzi”

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Rischio Vesuvio, l’ex consigliere alla protezione civile Di Nardo: “Dal 2017 solo silenzi”

«Ho lasciato l’incarico di consigliere alla Protezione Civile della Presidenza della Regione Campania nel 2017. Inviai anche una lettera al Governatore De Luca elencando quelle che secondo me erano le emergenze sul territorio, ma è rimasta senza risposta» Nello Di Nardo, ex sottosegretario e senatore di Italia dei Valori, interviene nel dibattito lanciato da Metropolis in relazione ai ritardi sulla questione della programmazione della risposta in caso di rischio vulcanico. «Io, ancora oggi, resto basito del fatto che in una regione dove tra dissesto idrogeologico, rischio vulcanico e altre emergenze non si sia fatto nulla da almeno cinque anni. La trovo una cosa vergognosa e pericolosa» le parole di Di Nardo. Entrando nel merito della vicenda Vesuvio, quella che anche se il vulcano vive un periodo di totale quiescenza resta la situazione di maggiore pericolo, Nello Di Nardo racconta come andarono le cose. «Dal 2017 andavano fatti gli accordi di programma con le altre regioni: perché se è vero che esiste una piano sulla carta che destina le popolazioni verso le altre regioni italiane, quel piano andava reso operativo. Dove andrà la gente? Come si muoverà? In che luogo dovranno essere collocati? Questi accordi non sono stati mai fatti» spiega Di Nardo che aggiunge: «Ora siamo tranquilli perché gli esperti ci dicono che il Vesuvio sta buono e non dà segni di ripresa. Ma se, malauguratamente dovesse accadere, cosa si potrebbe fare in pochi giorni e in poche settimane?». Secondo l’ex responsabile della Protezione Civile regionale, poi, anche la decisione di sospendere le attività di formazione dei volontari è stata una scelta sciagurata: «Con tutte le cose che ci sono da fare, avere dei volontari preparati e formati sarebbe una scelta saggia. Invece, per ora, non se ne parla affatto». Nella lettera che Di Nardo lasciò a De Luca prima di dimettersi, l’ex consulente ricordò come si era lavorato “sul complesso piano d’allontanamento del Vesuvio e dei Campi Flegrei, tanto per fare alcuni esempi, che ho seguito e indirizzato per quanto possibile, tra mille difficoltà e senza un confronto diretto con te” riferendosi a De Luca. Una lettera, quella dell’addio, molto dura nei contenuti anche se morbida nei toni: «Avrei voluto parlarti, inoltre,di quanto sono importanti le attività di previsione e prevenzione, delle difficoltà di attivazione del volontariato e della manutenzione delle reti di monitoraggio, che nel bilancio gestionale non vedono appostate adeguate risorse. Insomma, avrei voluto parlare con te direttamente di cosa fare della Protezione Civile Regionale che, per mole di problematiche da affrontare, deve poter “vivere” e non solo sopravvivere. Tutto ciò deve far riflettere anche sulle conseguenti responsabilità ed Io non sono più disponibile a fare il “tappabuchi” inascoltato, chiamato a metterci la faccia ad emergenza esplosa» scriveva Di Nardo.

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