Sorrento. Servizio ambulanza, rischio licenziamenti

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Sorrento. Servizio ambulanza, rischio licenziamenti

Sta per scadere il termine di 30 giorni fissato dal Consiglio di Stato, nei confronti dell’Asl Napoli3 Sud, per rivedere la procedura di assegnazione del trasporto secondario in ambulanza. Ma intanto per gli 80 operatori sanitari in servizio rischia di materializzarsi un nuovo scenario.I dipendenti assunti a tempo indeterminato dalla società aggiudicataria, infatti, potrebbero essere licenziati o trasformati in volontari, dato che la prima classificata (esclusa fino al recente pronunciamento dei giudici) è un’associazione temporanea di scopo composta da organizzazioni di volontariato. Un nuovo capitolo di un’odissea che risale a circa un anno fa, alimentata da ricorsi e controricorsi in merito all’aggiudicazione del servizio, rispetto alla quale i giudici della Terza Sezione hanno cancellato la recente sentenza del Tar disponendo per l’azienda sanitaria l’esigenza di una revisione delle decisioni adottate nei mesi antecedenti. «Dopo anni di assoluto precariato, gli 80 operatori erano stati assunti a tempo indeterminato per garantire un servizio dell’Asl partito ad agosto scorso. E inoltre con l’agognata busta paga, molti di loro avevano iniziato ad utilizzare il denaro per contrarre prestiti o anche cessioni del quinto», sottolinea Alessio Iaccarino in qualità di Rsu dei lavoratori impegnati nel servizio di trasporto secondario.«Tra pochi giorni questi 80 lavoratori rischiano di perdere il posto, – evidenzia ancora Iaccarino – perché l’Asl sta per far subentrare un altro appaltatore, un gruppo di associazioni di volontariato che aveva presentato un’offerta molto più bassa rispetto all’attuale detentore del servizio, che comporterà l’impiego di volontari al posto degli operatori assunti a tempo pieno». L’organizzazione sindacale, in particolare, contesta le differenze nel trattamento economico e contrattuale per i lavoratori. «Tutti loro ora saranno licenziati senza avere diritto a chiedere l’assegno di disoccupazione o altre tutele e ammortizzatori sociali. Per questo sono tutti preoccupati. – spiega ancora la Rsu degli operatori sanitari – Inoltre può anche accadere che alcuni possano essere chiamati dal nuovo appaltatore per essere sfruttati come volontari, ossia operatori a rimborso spese senza avere la possibilità di percepire alcuna retribuzione per il lavoro svolto». Uno scenario che preoccupa gli attuali dipendenti che, sostiene il sindacato, «da pochi mesi potevano contare su una stabile e dignitosa occupazione con contratti a tempo indeterminato ed ora si vedono precipitati nuovamente nel baratro del precariato». Ed è in questa chiave che Iaccarino intende rivolgere il suo appello a nome dei lavoratori.«Volontari lo si è per scelta, non lo si diventa per sentenza. – conclude il sindacalista – Noi vogliamo conservare la dignità di un posto di lavoro e l’orgoglio di continuare a salvare vite umane fidando sulla tutela che le leggi attribuiscono ai dipendenti di tutte le professioni».

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