Santa Maria La Carità. Guerra per l’eredità Beni a rischio confisca

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Santa Maria La Carità. Guerra per l’eredità Beni a rischio confisca

L’eredità milionaria lasciata dal papà diventa motivo di scontro tra sei fratelli e, inevitabilmente, coinvolge anche la vedova. Il ricco imprenditore edile deceduto non si sarebbe mai aspettato che quanto accumulato, dopo anni di intenso lavoro, avesse poi creato una spaccatura nella sua stessa famiglia, tanto che da circa tre anni i sei fratelli eredi, non trovando un accordo sulla spartizione, hanno deciso di passare alle vie legali, continuando una battaglia a suon di carte bollate. Diversi i procedimenti civili aperti rispetto alle richieste di ogni fratello e, se da una parte andava in scena l’infinita contesa per i beni del papà, dall’altra proprio gli eredi hanno rischiato la confisca di almeno due proprietà. In effetti, a seguito di controlli in un’area a Sant’Agnello, rientrante nel tesoretto dell’imprenditore edile di Santa Maria la Carità, era stata redatta la lista delle irregolarità e l’ordinanza del ripristino dello stato dei luoghi emanata dalle autorità competenti. Un controllo che era terminato con il sequestro preventivo di un ampio spazio trasformato in una discarica abusiva colma di materiale di risulta. La rimozione dei rifiuti, nonostante i numerosi avvisi inoltrati a tutti gli eredi, non è stata effettuata e i sei fratelli e la mamma sono finiti alla sbarra. Tutti indagati per reati ambientali, con il rischio di una condanna di almeno 6 mesi di carcere per ognuno. Rappresentati dal collegio difensivo formato dagli avvocati Giovanni Putortì, Francesco Romano e Michele Principe, dopo la dovuta pulizia, il bene è tornato nella disponibilità degli eredi. Ma se la lezione non è bastata, stessa identica fine era prevista per un’altra area sita a Santa Maria la Carità che, come per la proprietà di Sant’Agnello, ha rischiato di essere acquisita dallo Stato. Nel caso specifico, però, i 6 fratelli e la vedova dell’imprenditore hanno dovuto pagare un’ammenda amministrativa pari a 14mila euro cadauno per poter riavere la proprietà. Insomma, una lotta infinita che, così facendo, sta riducendo parte dell’eredità milionaria, visto le spese di giudizio e le sanzioni accollate a tutti gli eredi. Una situazione complessa che non soltanto è arrivata in un’aula di tribunale, ma che ha diviso un’intera famiglia che era tenuta unita dall’imprenditore edile scomparso e che ha lasciato la moglie al centro di una guerra innescata dagli stessi figli. Al pari di una sceneggiatura da film, quasi a ricordare la pellicola “Fratelli coltelli”, la commedia del 1997 diretta da Maurizio Ponzi. I protagonisti sono, infatti, due fratelli che si scoprono tali soltanto alla morte della mamma che ne aveva trascritto il testamento, davanti a un notaio, specificando che l’eredità sarebbe dovuta essere divisa in due. Ricongiunti i due fratelli ne scaturisce una lotta infinita per accaparrarsi i beni, senza minimamente rispettare le ultime volontà della loro stessa mamma.

Elena Pontoriero

CRONACA