Esondazione del Sarno. Bimba messa in salvo, parla il soccorritore: «Aveva il terrore negli occhi»

Tiziano Valle,  

Esondazione del Sarno. Bimba messa in salvo, parla il soccorritore: «Aveva il terrore negli occhi»

Prima due giorni di lavoro a Castellabate per liberare le strade del comune cilentano dal fango e dagli allagamenti, poi 48 ore per evitare che il ciclone Poppea potesse provocare vittime tra Castellammare e Scafati. Sono stati in prima linea i volontari del Ross (Reparto Operativo Soccorso Stabia) che hanno vissuto una settimana complicata, riuscendo però a garantire la loro assistenza a tutti coloro che l’hanno richiesto. A cominciare dalla Regione Campania, che li ha attivati prima per Castellabate e poi su Castellammare. «Appena viene lanciata un’allerta meteo, la Regione ci attiva e noi siamo operativi fin da subito», spiega Giuseppe Coda, presidente dei Ross. «Il nostro lavoro comincia proprio in quel momento – continua Coda – Prima dell’arrivo del maltempo attiviamo un lavoro di monitoraggio del territorio, con l’obiettivo di prevenire eventuali problematiche». L’organizzazione del lavoro è meticoloso: «Ci coordiniamo con la polizia municipale presente sul territorio e con la Regione Campania – continua il presidente dei Ross – Veniamo da un’esperienza di molti anni e capita, soprattutto sul territorio, che spesso le segnalazioni per richieste di soccorso arrivano direttamente a noi e quando accade avvertiamo subito le istituzioni sulle attività che stiamo svolgendo». Il problema Sarno Nelle ultime 48 ore, i Ross sono stati impegnati soprattutto tra Castellammare di Stabia e Scafati. «La nostra associazione conta 100 volontari, divisi in diversi settori tra antincendio, allagamenti o rappresentanza. In questo caso abbiamo impiegato tre squadre, tutte dotate di idrover (macchine che servono per aspirare acqua, fango e detriti) molto potenti – spiega Coda – Due hanno lavorato a Castellammare, una invece è stata dirottata a Scafati fino a ieri mattina». I primi avvertimenti che potesse essere un intervento più complicato rispetto ai precedenti arriva alle 3 di martedì notte: «Fin dalle prime ore abbiamo notato che l’esondazione del fiume Sarno fosse di almeno 30 centimetri di acqua in più rispetto al solito e temevamo che potesse arrivare fino in via Napoli, come poi è accaduto – dice Coda – Al di là delle precipitazioni, il problema è che il letto del fiume tende sempre più a restringersi a causa della mancata manutenzione degli argini». L’evacuazione in via Napoli La foto che ha fatto il giro di tutti i tg e i quotidiani nazionali è quella di un volontario dei Ross che porta in salvo una bambina. Quel volontario si chiama Agostino Cascone. «Mi ha fatto tenerezza, perché continuava a ripetere di aver paura, che le faceva male la pancia – racconta Agostino – Il terrore le si leggeva negli occhi ed effettivamente l’acqua così alta in quella zona di Strada Napoli, ci ha fatto propendere per l’evacuazione per motivi di sicurezza. Abbiamo messo al sicuro la bambina e sua madre, mentre il padre ha scelto di rimanere all’interno dell’abitazione». Non è stato l’unico salvataggio: «In via Ripuaria siamo dovuti intervenire con i gommoni per mettere al sicuro il personale delle fabbriche, un lavoro durato l’intera giornata di martedì».

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