Moglie massacrata a coltellate, l’assassino di Torre del Greco resta in carcere
L'assassino e la vittima
CRONACA
16 ottobre 2023

Moglie massacrata a coltellate, l’assassino di Torre del Greco resta in carcere

Convalidato il fermo del marito Franco Panariello, reo confesso dell’omicidio. L’uomo «collabora» con il gip: «Il braccialetto elettronico già non funzionava»
Alberto Dortucci

Torre del Greco. Si è seduto davanti al gip Sonia Piermartini del tribunale di Ancona e – durante un lungo interrogatorio di garanzia – ha sostanzialmente confermato la confessione già resa ai carabinieri di Cerreto d’Esi a pochi minuti dal massacro di Concetta Marruocco, la moglie da cui si stava separando dopo un matrimonio turbolento e violento. Una «collaborazione» insufficiente a ottenere sconti o benefici: il magistrato ha convalidato il fermo del reo confesso – assistito dall’avvocato Ruggero Benvenuto – e confermato la detenzione in carcere per l’assassino. L’operaio di Torre del Greco deve rispondere dell’accusa di omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dal rapporto di parentela. In merito al possesso del coltello con il cui Franco Panariello avrebbe inferto almeno 15 colpi alla moglie si procederà separatamente. Il pubblico ministero Paolo Gubinelli – a capo delle indagini sull’ennesimo caso di femminicidio – sta, inoltre, valutando ulteriori aggravanti legate a maltrattamenti in famiglia e all’avere commesso l’omicidio alla presenza della figlia di 16 enni. A palazzo di giustizia c’era anche uno dei tre figli della coppia.

L’autopsia sulla salma

Mentre davanti al giudice per le indagini preliminari andava in scena l’interrogatorio di garanzia dell’assassino, la procura di Ancona ha affidato l’autopsia sulla salma della vittima al medico legale Francesco Busardo. Il professionista dovrà accertare il numero di coltellate inferte da Franco Panariello alla moglie e chiarire quale sia stato il colpo fatale per la donna. I risultati degli accertamenti saranno consegnati entro 90 giorni.

Il giallo del braccialetto

In sede di convalida del fermo, il 55enne di Torre del Greco ha provato a fornire la propria versione dei fatti sul mancato funzionamento del braccialetto elettronico applicato all’indagato proprio per scongiurare il rischio di «avvicinamento» alla moglie e ai figli. L’uomo ha negato di avere manomesso il dispositivo di sicurezza, spiegando come – in realtà – il braccialetto elettronico non funzionasse perfettamente, come dimostrerebbero due alert scattati senza ragione. Una versione al vaglio degli investigatori, impegnati negli accertamenti del caso sul dispositivo di sicurezza.

L’escalation di violenza

D’altronde, i campanelli d’allarme nel rapporto tra Concetta Marruocco e il marito non erano mancati. L’uomo era sottoposto a divieto di allontanamento e già sotto processo per maltrattamenti in famiglia alla moglie e alla figlia minorenne. A marzo, la vittima aveva trovato la forza di ribellarsi a sopraffazioni e violenze durate 20 anni, e lo aveva denunciato. Un atto di coraggio che non è bastato a salvarle la vita.

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