Al ministro Sangiuliano le chiavi di Pompei: «La cultura è il nostro petrolio»
Pompei. Famosa nel mondo per gli Scavi, sito Unesco, che non smettono di restituire nuove scoperte, ma anche per il Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario, uno dei maggiori centri di devozione mariana d’Italia, Pompei candidata a Capitale italiana della Cultura 2027 oggi consegna le sue chiavi al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.
E lo fa nell’aula consiliare di Palazzo de Fusco, a due passi dal Santuario e dalle strutture ricettive nel centro cittadino. Un dono ricevuto dalle mani del sindaco Carmine Lo Sapio che, interpellato dai giornalisti sul perché della consegna, ha sottolineato, “pur essendo di una matrice politica opposta”, che il suo “partito è Pompei, io rappresento la città e l’istituzione: non è possibile né pensabile che io parli solo con una parte politica e non con l’altra”.
Insomma, le etichette politiche davanti alla cultura cadono. “Il ministro sta facendo ciò che, credo, avrebbe fatto lo stesso. C’è un rapporto affettuoso che ci aiuta con la cordialità a trovare anche intese sui progetti futuri, riguardanti sia la città antica che quella nuova”. Un concetto espresso anche durante la cerimonia in Aula consiliare.
Una cerimonia breve per rispettare il dolore che, la scorsa notte, ha colpito il quartiere napoletano di Scampia: “Il ministro ha una grandissima attenzione sulla cultura in Italia e su Pompei e lo dimostra il fatto che, anche quando non è presente, lo è telefonicamente: con un semplice messaggio fa sentire la sua vicinanza a una città che, ricordo quando mi sono insediato, aveva bisogno di rinascita e di riprendere un ruolo internazionale. E lo ha ripreso” ha detto Lo Sapio.
Parole accolte con plauso dall’amministrazione comunale, presente in Aula. Così come presenti il capo della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, l’arcivescovo-prelato di Pompei mons. Tommaso Caputo, autorità civili e militari. Dopo aver espresso sentimento di cordoglio “sincero, autentico e profondo” per le persone colpite dal crollo nel quartiere napoletano di Scampia, Sangiuliano ha ricordato i trascorsi da cronista quando nell’esperienza professionale ha conosciuto ‘un’altra Pompei’ raccontata nelle cronache di giornale negli anni Ottanta come un territorio ‘profondamente diverso’. “Lo dico perché dobbiamo sempre mantenere uno sguardo vigile e non accontentarci mai, avere sempre la prospettiva di migliorare. Ma a volte dobbiamo guardare indietro e percepire i segnali positivi che ci sono stati in un territorio grazie soprattutto all’impegno della magistratura, delle forze dell’ordine, ma anche di tanti cittadini che hanno capito che la cultura, la vita etica e moralmente sana ci fa vivere meglio”.
Da qui un richiamo doveroso alla storia del luogo che ogni giorno richiama turisti da tutto il mondo. “Noi ci troviamo al centro di una delle più importanti aree archeologiche dell’umanità, uno dei luoghi che meglio di altri al mondo testimonia il passato e la storia. C’è Pompei, Oplontis, Ercolano: è tutto parte di un’area importante, di grande dimensione, che può essere una occasione straordinaria di sviluppo sociale ed economico per i nostri territori”.
E nel ringraziare per la consegna delle chiavi, ha concluso: “Abbiamo finanziato nella Legge di Bilancio nuovi scavi, crediamo molto nell’operazione dello Spolettificio perché possa diventare un grande polo di cultura, ma, notizia che vi sarà resa pubblica nei prossimi giorni, noi crediamo in Civita Giuliana che può diventare un altro polo archeologico annesso e connesso agli Scavi. Adesso lavoreremo anche sul Parco di Longola per ricostruire quello che era prima di Pompei. Io sono a disposizione del territorio, sto spingendo moltissimo, così come stiamo spingendo sull’Albergo dei Poveri di Napoli, per l’ex edificio del Monte di Pietà che dovrà diventare un altro polo museale, per Capodimonte, per gli Uffizi che dovranno triplicare i loro spazi con le due ville medicee di Montelupo Fiorentino e Careggi”. “Questo è il nostro petrolio, la nostra speranza” ha chiuso il ministro. “Il mio dovere è consegnare alle prossime generazioni efficienza, onestà, ma soprattutto assumersi responsabilità e fare”.

