Paga la cena e poi violenta la fidanzata dopo il «no»: indagato 34enne di Nocera Inferiore
CRONACA
23 dicembre 2024

Paga la cena e poi violenta la fidanzata dopo il «no»: indagato 34enne di Nocera Inferiore

Mario Memoli

Bracigliano/Nocera Inferiore. Invita la fidanzata a una cena, poi litiga con una scenata di gelosia dopo essere usciti dal ristorante e alla fine tenta di violentarla in auto in un luogo appartato. Nei guai 34enne di Nocera Inferiore residente a  Bracigliano accusato di violenza sessuale e lesioni personali. Per lui provvedimento di divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi frequentati dalla stessa, nonché al divieto di dimora nel Comune di Amorosi dove la giovane risiede.

La misura cautelare è stata emessa dal gip del Tribunale sannita a seguito delle indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Telese Terme, che hanno portato alla luce gravi accuse nei confronti dell’uomo, accusato di tentata violenza sessuale e lesioni personali. I fatti risalgono a una serata di inizio dicembre trascorsa dalla coppia a Telese Terme, quando, dopo aver cenato insieme- dall’esterno del ristorante-, il 34enne ha aggredito verbalmente la fidanzata, spinto dalla gelosia.

Durante il tragitto in auto, l’uomo avrebbe pronunciato insulti e offese nei confronti della giovane. Poi, l’ha condotta in un luogo isolato, nei pressi del lago di Telese, con l’intento di costringerla a compiere atti sessuali, nonostante la vittima avesse più volte chiesto di essere riaccompagnata a casa. Di fronte al rifiuto della giovane, l’uomo ha reagito con violenza: l’ha trascinata fuori dalla macchina, afferrandola per il braccio e insultandola. Dopo averla spinta a terra, l’ha colpita con pugni in testa e le ha sbattuto il volto contro il finestrino dell’auto.

A seguito di tale aggressione, la vittima ha riportato contusioni multiple al volto, alla spalla, alla coscia e alla parete toracica, lesioni giudicate guaribili in 10 giorni. Le indagini, avviate dopo la denuncia della giovane, hanno confermato le sue dichiarazioni. Il referto medico ha documentato le lesioni compatibili con la descrizione dell’aggressione, mentre le immagini fornite dalla vittima e le testimonianze dei suoi genitori, che l’avevano vista tornare a casa in lacrime e con evidenti segni di violenza, hanno fornito ulteriori riscontri. Inoltre, sono emersi messaggi inviati dall’indagato alla vittima, in cui ammetteva di aver sbagliato.

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