Cuore, il Covid potrebbe favorire la crescita rapida di placche di arterosclerosi
CRONACA
5 febbraio 2025

Cuore, il Covid potrebbe favorire la crescita rapida di placche di arterosclerosi

'Fotografate' le arterie del cuore di pazienti
metropolisweb

Napoli. Il Covid potrebbe favorire la crescita rapida di placca arterosclerotica nelle coronarie (arterie che ossigenano il cuore) e di conseguenza aumentare il rischio di eventi cardiovascolari. Lo rivela uno studio pubblicato su Radiology, una rivista della Radiological Society of North America (Rsna) e coordinato da Junbo Ge, direttore del Dipartimento di Cardiologia presso lo Zhongshan Hospital della Fudan University di Shanghai.

Con il tempo è emerso che il Covid-19 comporta una risposta infiammatoria eccessiva che può influenzare il sistema cardiovascolare, con conseguenze, secondo Ge, per il cuore che vanno oltre il primo mese di infezione, portando a un’elevata mortalità e a esiti sfavorevoli.

Di qui l’idea di studiare l’impatto dell’infezione da SARS-CoV-2 utilizzando l’angiografia coronarica con tomografia computerizzata per valutare l’infiammazione coronarica, nonché il tipo di placca. Lo studio ha incluso pazienti sottoposti ad angiografia tra settembre 2018 e ottobre 2023. Il gruppo di studio finale di 803 pazienti comprendeva 329 pazienti (41%) sottoposti a imaging prima della pandemia e 474 pazienti sottoposti a imaging durante la pandemia.

Di questi, 25 pazienti avevano avuto il Covid prima dell’angiografia. Il team ha analizzato un totale di 2.588 lesioni coronariche, di cui 2.108 lesioni tra i pazienti con SARS-CoV-2 e 480 lesioni tra i pazienti non infetti. I ricercatori hanno anche analizzato la relazione tra SARS-CoV-2 ed eventi cardiovascolari, come un infarto o una procedura di rivascolarizzazione.

È emerso che, rispetto ai pazienti che non avevano avuto il Covid, per i pazienti con SARS-CoV-2 le placche sulle pareti delle coronarie sono cresciute più velocemente, presentavano una maggiore incidenza di sviluppo di placche ad alto rischio (20,1% contro 15,8%) e di infiammazione coronarica (27% contro 19,9%). I pazienti con Covid-19 presentavano anche vari indicatori di aumento del rischio di infarto o ictus.

“L’infiammazione conseguente al Covid può portare a una crescita continua della placca, in particolare nelle placche non calcificate ad alto rischio”, spiega Ge. “I pazienti con infezione da SARS-CoV-2 sono a maggior rischio di infarto, sindrome coronarica acuta e ictus fino a un anno, indipendentemente da età, ipertensione e diabete.”Si dovrà prevedere un maggiore carico di pazienti cardiovascolari in futuro, dato che la maggior parte degli individui guarisce dall’infezione da SARS-CoV-2″, conclude.