Neuropsichiatria infantile, fumata bianca a Scafati: il servizio riparte dopo un anno
Scafati. L’Asl di Salerno spegne le polemiche e riapre, a un anno dalla chiusura, Neuropsichiatria infantile: un nuovo baluardo per l’assistenza a famiglie e minori con difficoltà neuropsichiche. Il centro, allocato presso il distretto sanitario di base, annesso all’ospedale “Mauro Scarlato”, arricchirebbe l’offerta di servizi nel settore della Neuropsichiatria Infantile nell’agro nocerino-sarnese.
L’Asl Salerno ha concepito una struttura erogatrice di servizi specialistici che, facendo leva su risorse umane di alta professionalità (sei operatori tra personale del distretto sanitario e del Dsm), garantirà in sede tutte le risposte assistenziali di settore.
La struttura sarà subito operativa, e già da lunedì sarà possibile non solo effettuare le prime valutazioni, i controlli clinici dei pazienti già in carico all’Asl Salerno, le campagne di screening, ma anche gli approfondimenti diagnostici di patologie di interesse Npi, la redazione di progetti riabilitativi, l’elaborazione di piani speciali di assistenza scolastica e di integrazione dei disabili negli ambienti di vita, i piani di trattamento farmacologico.
Il nuovo traguardo sanitario è il frutto di un continuo processo di costruzione della rete assistenziale della Neuropsichiatria Infantile la cui specificità operativa, da anni, si scontra con il numero esiguo di specialisti formati in Italia. Nell anno 2024 l’Asl Salerno ha realizzato non solo l’apertura di Centri di alta specialità nel campo del neuro-sviluppo, ma anche una campagna di reclutamento di nuovo personale, imperniata su concorsi pubblici che hanno visto la selezione, la contrattualizzazione e l’immissione in servizio di 10 nuovi medici specialisti, nonché svariate altre figure sanitarie: logopedisti, fisioterapisti, assistenti sociali, psicologi, neuro psicomotricisti, etc.) che formeranno le equipe territoriali di neuropsichiatria infantile.
L’apertura di Scafati rimarca un impegno istituzionale dell’Asl Salerno, che si sforza di fornire ogni giorno risposte assistenziali reali, forti ed efficaci, capaci di rendere più serena la vita di tante famiglie, e di garantire ai bambini di oggi – uomini di domani- maggiori certezze di vita e di salute.
La chiusura della struttura era finita più volte al centro delle polemiche politiche. Dapprima era stato Aliberti a sollecitare la riapertura dopo una serie di incontri con i responsabili territoriali dell’azienda sanitaria locale, poi la minoranza consiliare che fino a pochi giorni ha contestato la mancata riapertura del servizio il quale sarebbe dovuto ripartire nell’autunno scorso dopo una serie di incontri.
Una situazione diventata inaccettabile che ha continuato a gravare pesantemente sulle spalle di decine di famiglie, costrette a spostarsi a proprie spese per chilometri, affrontando ore di viaggio per visite e per il ritiro di presidi medici essenziali. Proprio Aliberti, dopo le rassicurazione sulla riapertura, era finito sotto accusa per aver propagandato un ripristino del servizio che invece fino a dicembre e gennaio scorsi non si era visto.
Al sindaco veniva contestato il fatto che aveva parlato di un grande risultato raggiunto dopo una battaglia condotta da lui stesso e dall’assessore Antonella di Palma (che è anche medico come il primo cittadino) per la risoluzione di un disagio enorme vissuto da tante famiglie che sono state costrette (ancora) a recarsi a Mercato San Severino per i piani terapeutici. Fine delle polemiche e delle difficoltà.
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