Castellammare. I boschi di Quisisana diventano una discarica a cielo aperto
CRONACA
22 febbraio 2025

Castellammare. I boschi di Quisisana diventano una discarica a cielo aperto

metropolisweb

Erano il polmone verde scelto dai Borbone per sfuggire dal caldo afoso delle stagioni estive, un’eccellenza del secolo scorso che attirava decine di visitatori al giorno, oggi sono il ritrovo dei vandali e la discarica abusiva degli incivili. Carte di ogni genere, confezioni di plastica, residui di cibo e di falò, rifiuti tossici, bottiglie di vetro di alcolici. È tutto quello che si trova tra gli alberi e cigli dei sentieri dei boschi di Quisisana. Prorprio lì, a poche centinaia di metri dalla Reggia di Quisisana, la storica residenza dei Borbone, dove il comune di Castellammare e il parco Archeologico di Pompei vogliono realizzare un polo di cultura che diventi uno dei punti di riferimento per gli storici e gli appassionati che vogliono conoscere la storia di Castellammare e dell’antica Stabiae, potenziando la già ricca offerta culturale del Museo Libero D’Orsi. Peccato che il tutto sorgerà a due passi dal degrado e dall’incuria se non si deciderà un intervento di pulizia generale delle aree verdi e istituito un sistema di sorveglianza. Le aree dei pic nic sono completamente sporche e i cestini stracolmi di rifiuti. Ma ciò che è più pericoloso è la numerosa presenza di residui di falò: basterebbe una sola scintilla non controllata o un falò non spento correttamente che potrebbe succedere il disastro e perdere per sempre il polmone verde stabiese. Penoso è lo stato della Fontana del re, distrutta in più punti e tappezzata di graffiti e bottiglie di birra, che è diventato il punto di ritrovo dei vandali della zona. Lo stato attuale dell’area è il risultato dell’abbandono da parte delle amministrazioni passate che non ha mai saputo sfruttare le potenzialità dei boschi di Quisisana. Ogni giorno, nonostante tutto, quell’area è frequentata da cittadini che usano quei sentieri per passeggiare o per fare jogging, Peccato che il tutto sia circondato dal degrado e dall’abbandono. L’area logicamente è sprovvista di telecamere e ciò rende impossibile l’individuazione degli incivili che ogni volta, soprattutto nei week end, frequentano l’area lasciando tutti i loro rifiuti. Tra questi ci sono anche chi, a bordo di piccoli camion, deposita rifiuti edilizi e altamente tossici per l’ambiente e per l’essere umano. Un degrado che va avanti da anni e che non si riesce ad arrestare. Un vero peccato perchè quei boschi potrebbero rappresentare una vera eccellenza del terrirtorio.           Michele De Feo