Bartolo Longo sarà Santo, il Papa firma la canonizzazione del fondatore di Pompei
CRONACA
26 febbraio 2025

Bartolo Longo sarà Santo, il Papa firma la canonizzazione del fondatore di Pompei

Mauro de Riso

Da avvocato lontano dalla fede a fondatore del Santuario di Pompei e apostolo instancabile della preghiera del Rosario. La straordinaria figura di Bartolo Longo, uomo dalla vita intensa e ricca di conversione spirituale, riceve il riconoscimento più atteso e significativo dalla Chiesa cattolica: sarà proclamato santo. La notizia è stata ufficializzata, poco dopo mezzogiorno di ieri, nel consueto bollettino della Sala Stampa vaticana: «Papa Francesco – si legge nella nota – ha approvato i voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi per la canonizzazione del Beato Bartolo Longo». A lungo le campane del Santuario hanno suonato a festa mentre l’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, si è subito recato in Basilica per pregare dinanzi alla venerata Immagine della Madonna del Rosario e poi nella Cappella “Beato Bartolo Longo”, dove ha guidato la recita del “Te Deum” in un accorato rendimento di grazie dinanzi alle spoglie mortali del Fondatore. Insieme al Prelato, si sono raccolti in preghiera i sacerdoti della Città mariana, i diaconi, le Suore domenicane “Figlie del Santo Rosario di Pompei”, i Fratelli delle Scuole cristiane, i religiosi di altre congregazioni e ai numerosi pellegrini che, come ogni mattina, gremivano il Santuario. Nella sua prima dichiarazione il Prelato esprime la gioia della famiglia del Santuario, la stessa gioia dei fedeli di tutto il mondo, devoti della Vergine di Pompei. Ma c’è anche tanta riconoscenza per Papa Francesco: nella città mariana prosegue la preghiera per il Santo Padre, soprattutto nella celebrazione dell’Eucarestia e nella recita del Rosario. «Ogni parola – dice Monsignor Caputo – sembra incapace di spiegare tutta la nostra commozione e la gratitudine per il Papa che, pur in un momento di sofferenza e dalla “cattedra” speciale dell’Ospedale Gemelli, ha voluto concedere a tutti i devoti della Madonna di Pompei, ovunque nel mondo, questa grande gioia. Bartolo Longo ha terminato la sua esistenza terrena nel 1926, ma è un santo modernissimo. Fu anticipatore dei tempi, modello di quella “Chiesa in uscita”, centrale nel magistero di Papa Francesco. Quando si leggono i suoi testi si resta esterrefatti dalla modernità lessicale, ma ancora di più contenutistica. Egli ha una visione profetica, conosce bene l’umanità ed è consapevole delle prospettive. Opera, scrive, parla tra fine Ottocento e le prime tre decadi del Novecento, ma sembra un santo di oggi». Il Santo Padre ha approvato anche la beatificazione di Salvo D’Acquisto, il vicebrigadiere morto da eroe: a 23 anni sacrificò la sua vita per salvare 22 civili dalla fucilazione dei nazisti. Ad esprimere il suo entusiasmo per la canonizzazione del fondatore di Pompei è anche il primo cittadino Carmine Lo Sapio. «Essere il sindaco di Pompei in un momento storico di tale valenza mi emoziona e mi rende orgoglioso. – sottolinea Lo Sapio – Con la canonizzazione del suo fondatore, la Nuova Pompei sarà meta di milioni di pellegrini. Ebbene troveranno una città pronta e accogliente. La nuova piazza a lui dedicata è stata come un segno premonitore».  Bartolo Longo, fondatore del Santuario e della Nuova Pompei, rappresenta una figura straordinaria di conversione, carità e profonda devozione mariana. Nato nel 1841 a Latiano, in Puglia, Longo attraversò una gioventù travagliata, giungendo a sfiorare l’anticlericalismo più radicale e a praticare l’occultismo. Fu proprio nel momento più oscuro della sua vita che Bartolo Longo incontrò la luce della fede, ritrovando in Maria la forza e l’ispirazione per la sua straordinaria conversione. La fondazione della città mariana di Pompei, insieme al celebre Santuario della Beata Vergine del Rosario, è il frutto più evidente della sua incredibile opera di fede, carità e promozione sociale. Bartolo Longo è ricordato soprattutto per l’impegno in favore degli ultimi, per il quale è stato affiancato dalla consorte, la contessa Marianna Farnararo de Fusco: orfani, poveri,  figli di carcerati, diseredati, ai quali dedicò scuole, istituti di formazione, opere di assistenza e solidarietà che hanno cambiato radicalmente il volto della città e del territorio circostante. Il Santuario di Pompei, sorto da una semplice cappella rurale, è diventato uno dei principali punti di riferimento spirituali del cattolicesimo internazionale, meta ogni anno di milioni di fedeli provenienti da tutto il mondo. La canonizzazione di Bartolo Longo giunge dunque come coronamento di un lungo percorso spirituale e storico, riconoscendo definitivamente l’esemplarità della sua vita e la straordinaria portata della sua opera. Questa proclamazione rappresenta anche una conferma della sua visione profetica, centrata sulla preghiera del Rosario come strumento di pace universale, riconciliazione e rinascita. L’intera Pompei, oggi più che mai, sente il valore simbolico di questo annuncio, e si prepara a vivere i giorni che porteranno alla canonizzazione con grande gioia, devozione e gratitudine. La santità di Bartolo Longo giunge in un anno particolarmente intenso per la città mariana, che celebra il Giubileo nell’anno in cui ricorre anche il 150° anniversario dell’arrivo a Pompei del quadro della Beata Vergine, portato in città proprio dal fondatore, che per la Madonna compose la celebre Supplica.

Dalla beatificazione alla santità, un iter lungo 91 anni

La figura straordinaria di Bartolo Longo, fondatore del Santuario della Madonna del Rosario di Pompei, ha attraversato un lungo e complesso percorso prima di giungere all’attesa proclamazione della beatificazione, avvenuta il 26 ottobre 1980. Una storia affascinante che testimonia la profondità della fede, la tenacia della devozione e l’impegno nella carità di un uomo la cui vita continua a ispirare milioni di fedeli in tutto il mondo. Del processo di canonizzazione dell’avvocato di Latiano si iniziò a parlare subito dopo la sua morte, quando a Pompei arrivò Antonio Anastasio Rossi. Nel 1931, il canonico Giovanni Battista Alfano promosse una petizione indirizzata alle autorità ecclesiastiche per accelerare l’avvio delle pratiche. Il primo atto formale giunse nel maggio 1934, in concomitanza con importanti lavori di ampliamento del Santuario. Monsignor Rossi, in qualità di giudice ordinario, prese in mano il processo riguardante il Servo di Dio, formando un tribunale composto da padre Raimondo Sorrentino come giudice delegato e monsignor Andrea Aiello e don Luigi Grilli come giudici aggiunti. Al team si aggiunsero don Francesco Aiello, padre Gaetano Damiani, don Giuseppe Montemagno, don Corrado Fadini e don Giuseppe Russo. Il ruolo di Postulatore fu affidato a padre Benedetto D’Orazio, mentre la raccolta delle testimonianze iniziò il 27 ottobre dello stesso anno e proseguì per tre anni. Monsignor Francesco Giliberti depositò il voluminoso dossier alla Sacra Congregazione dei Riti e il 23 aprile 1941 il Sant’Ufficio concesse il “nihil obstat” necessario all’introduzione ufficiale della causa. Un primo rallentamento arrivò nel luglio 1943, quando la Congregazione volle approfondire una vertenza avuta da Bartolo Longo con i frati domenicani nel 1905 relativa alla gestione del Santuario. Questa controversia, definita “animata”, aveva lasciato dubbi sulla sua condotta, definita in alcuni punti “poco lusinghiera”. Superata questa difficoltà, nel 1961 la Congregazione riprese il dossier affidandolo a Fabiano Veraja. Nel 1974 fu completata la “Positio super virtutibus”, documento fondamentale che sottolineava chiaramente la “nobile figura del Servo di Dio e il suo messaggio di luce e carità operosa al servizio dei fratelli, specialmente dei più bisognosi”. Papa Paolo VI, nel 1978, diede il suo assenso per esaminare un miracolo attribuito a Longo, avvenuto nel 1943. Tuttavia, la morte del pontefice il 6 agosto dello stesso anno causò ulteriori ritardi.  Fu Karol Wojtyla, eletto Papa Giovanni Paolo II il 16 ottobre 1978, a rilanciare con decisione il percorso di beatificazione di Bartolo Longo. Il nuovo pontefice visitò Pompei nel 1979, accolto da migliaia di fedeli entusiasti. Durante questa visita, Giovanni Paolo II espresse grande ammirazione per l’opera di Longo e ne ribadì il valore spirituale e sociale. Finalmente, il 26 ottobre 1980, dopo oltre mezzo secolo di attesa, Bartolo Longo venne solennemente proclamato beato.