Zeppole e panzarotti, offese e dialetto: horror show in consiglio a Torre del Greco. Bufera su Frulio
CRONACA
26 febbraio 2025

Zeppole e panzarotti, offese e dialetto: horror show in consiglio a Torre del Greco. Bufera su Frulio

Il capo dell’assise espelle Mele dall’aula: esplode la bagarre. La vergognosa deriva della politica all'ombra del Vesuvio
Alberto Dortucci

Torre del Greco. Doveva essere un’ordinaria seduta del consiglio comunale, senza particolari argomenti «caldi» all’ordine del giorno e senza buona parte dell’opposizione. Invece, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella è riuscita a scivolare sulla classica buccia di banana – complice il «solito» capo dell’assise Gaetano Frulio – e a scrivere l’ennesima pagina nera della (mala)politica all’ombra del Vesuvio. Perché è bastata una semplice richiesta dell’ex assessore all’ambiente Luigi Mele – oggi seduto tra i banchi della minoranza, alla guida della commissione trasparenza del Comune – a trasformare il «parlamentino» di palazzo Baronale in una vera e propria arena, con offese e slang dialettali degni di uno squallido mercato.

L’ennesima ratifica

A innescare la miccia la pregiudiziale-farsa presentata dall’esponente dell’opposizione per rimarcare in aula l’assordante silenzio del sindaco Luigi Mennella sulla questione del ritardo-record per la riapertura di corso Umberto I, ostaggio da 18 mesi dei mancati lavori si messa in sicurezza dopo il crollo del 16 luglio 2023: una richiesta di chiarimenti capace di fare sbottare una prima volta il presidente del consiglio comunale, già in passato protagonista di diversi scontri con Luigi Mele. Un fuoco sotto la cenere, esploso – decisamente a sproposito – in occasione della ratifica di una variazione di bilancio decisa dalla giunta lo scorso 17 gennaio per portare avanti alcuni interventi finanziati con fondi Pnrr: un atto approvato dalla maggioranza – non senza polemiche da parte dell’opposizione, pronta a sottolineare come il ruolo del consiglio comunale fosse stato ridotto a «mero passacarte» dell’esecutivo cittadino – ma senza la necessaria «immediata esecutività» richiesta dall’occasione. Una «dimenticanza» a cui Gaetano Frulio avrebbe voluto rimediare dopo avere già iniziato a illustrare il successivo punto all’ordine del giorno: un dietrofront su cui il presidente della commissione trasparenza avrebbe voluto ascoltare il parere del segretario generale Domenico Gelormini, particolarmente attento e «sensibile» al rispetto di norme e procedure. Una richiesta legittima (prevista dal regolamento comunale) eppure capace di scatenare la vibrante reazione del «braccio politico» in consiglio comunale del sindaco Luigi Mennella. Inizialmente Gaetano Frulio si è limitato a negare l’intervento del segretario generale, poi – davanti alle insistenze di Luigi Mele, sostenuto dal soldato Luigi Caldarola – si è lasciato andare a uno «show» indegno di un luogo istituzionale: Luigi Mele è stato prima paragonato a un «venditore di zeppole e panzarotti» (testuale) e poi apostrofato in malo modo e in dialetto napoletano, prima di essere «invitato» a lasciare l’aula.

L’intervento dei vigili

Il vergognoso battibecco è andato avanti per alcuni interminabili minuti, sotto gli occhi increduli di assessori e consiglieri comunali. Davanti al rifiuto di Luigi Mele di abbandonare l’assise a causa di una «gestione dittatoriale», dei lavori, Gaetano Frulio ha invitato due (imbarazzatissimi) vigili urbani a scortare l’esponente della minoranza fuori dall’emiciclo: circondato dagli agenti di polizia municipale, Luigi Mele ha accusato un lieve mancamento, con conseguente sospensione dei lavori. Solo al termine di un «confronto privato» tra i due contendenti – alla presenza del sindaco – la seduta è ripresa, con Luigi Mele regolarmente al proprio posto. Poi il consiglio comunale è filato liscio (come doveva essere in premessa) fino alla fine. Ma la figuraccia, l’ennesima a palazzo Baronale, era già argomento di dibattito-social.

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