Crollo a Torre del Greco, la verità (finalmente) in aula. Ma gli alleati di Mennella già preparano la «fuga»
Torre del Greco. È stata fissata per martedì 4 marzo la seduta monotematica del consiglio comunale per fare chiarezza sulla messa in sicurezza del fabbricato crollato il 16 luglio del 2023 all’angolo tra vico Pizza e corso Umberto I. Interventi fondamentali per procedere alla riapertura di una strada-chiave per i collegamenti tra il centro storico e la periferia eppure fino a oggi – a un anno e mezzo dalla sciagura – avvolti in un fitto alone di mistero.
La doppia verità
A chiedere l’appuntamento in aula sono stati sei esponenti dell’opposizione di palazzo Baronale – l’ex sindaco Ciro Borriello, il nipote Filippo Borriello, Luigi Mele, Michele Langella, Luigi Caldarola e Salvatore Vito – all’indomani della «doppia verità» sulle procedure-lumaca per i lavori attesi come una «liberazione» da abitanti e commercianti della zona. A metà gennaio, infatti, il primo cittadino aveva evidenziato agli organi di stampa come il Comune avesse completato le pratiche di propria competenza e fosse solo in attesa del via libera della procura di Torre Annunziata al piano di interventi preparato dei tecnici dell’ente di largo Plebiscito. Una ricostruzione dei fatti «smentita» a stretto giro direttamente dal procuratore capo Nunzio Fragliasso, pronto a sottolineare – in una nota ufficiale – come «agli atti del procedimento penale relativo al crollo di corso Umberto non risulta depositato dal Comune di Torre del Greco alcun piano di interventi per la messa in sicurezza del fabbricato parzialmente crollato su cui si debba pronunciare questa procura della Repubblica. Pertanto, nessun ritardo è imputabile alla procura di Torre Annunziata».
I dubbi e le strategie
Alla luce delle due versioni contrastanti di sindaco e procuratore capo, l’opposizione di palazzo Baronale a metà febbraio aveva chiesto un confronto in consiglio comunale per fare piena luce sia sulla vicenda dei lavori-lumaca sia sulla questione delle spese – circa due milioni e mezzo di euro – sostenute dal Comune per il crollo di corso Umberto I. Inizialmente, la maggioranza – a partire dal capo dell’assise Gaetano Frulio – avrebbe preferito evitare una riunione monotematica dell’assise. Ma poi, davanti alle insistenze della minoranza forte delle norme previste dal regolamento, si è stabilito di fissare l’appuntamento in aula per martedì 4 marzo. Ovvero, il giorno di Carnevale. Non a caso, alcuni componenti della maggioranza – in occasione della riunione dei capigruppo di inizio settimana – avrebbero già ipotizzato di lasciare i colleghi dell’opposizione «con il cerino in mano» cioè abbandonare la seduta all’inizio della discussione e fare mancare così il numero legale. La minaccia dello «sgambetto politico» per evitare imbarazzanti discussioni sulla messa in sicurezza di corso Umberto I e sui ritardi del Comune si è rapidamente diffusa attraverso i social, scatenando indignazione e contromosse. Con commercianti e residenti della strada chiusa al traffico da un anno e mezzo pronti a garantire la propria presenza in aula per evitare (brutti) scherzi proprio nel giorno di Carnevale.
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