Pedopornografia on-line con l’uso dell’intelligenza artificiale, 34 arresti e 100 perquisizioni
Almeno 25 persone sono state arrestate per la distribuzione online di contenuti pedopornografici generati dall’intelligenza artificiale, in una delle prime operazioni internazionali di questo tipo. ‘L’operazione Cumberland è stato uno dei primi casi di pornografia infantile generata dall’intelligenza artificiale,rendendo il compito degli investigatori particolarmente difficile a causa della mancanza di una legislazione nazionale riguardante questi crimini”, fa sapere Europol, l’agenzia di polizia europea con sede all’Aia. L’operazione della Polizia di Stato in 56 città italiane, su delega della Procura di Catania, ha portato a 34 arresti (tutti maschi e d’età compresa tra 21 e 59 anni) per sfruttamento sessuale dei minori online. Cinquecento gli operatori impiegati, 115 le attività di perquisizione domiciliare e informatica. Gli indagati detenevano ingente materiale pedopornografico e decine di migliaia di file illegali. L’operazione è stata condotta dal Centro operativo perla sicurezza cibernetica di Catania, con la collaborazione delCentro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo) del Servizio Polizia postale. Due degli arrestati, oltre a detenere migliaia di file pedopornografici, avevano immagini e video autoprodotti con abusi sessuali su minori, vittime che sono state già identificate dagli operatori di Polizia.L’indagine, attraverso un’attività sotto copertura su una piattaforma di messaggistica istantanea, ha consentito allaPolizia postale di individuare diversi gruppi dediti allo scambio di materiale pornografico minorile, con bambini abusati in età infantile ed episodi di zooerastia con vittime minori.L’identificazione degli utenti, che attivamente scambiavano immagini e video di pornografia minorile, ha richiesto un lungo lavoro di approfondimento, anche con approfondimenti investigativi all’estero disposti dalla Procura etnea. La gran parte degli indagati faceva ricorso a sofisticati sistemi di crittografia e all’archiviazione in cloud.Gli arrestati risiedono in diverse province tra cui quella di Napoli

