Castellammare. Fincantieri, l’allarme dei sindacati: «Non si rispettano le misure di sicurezza»
CRONACA
4 marzo 2025

Castellammare. Fincantieri, l’allarme dei sindacati: «Non si rispettano le misure di sicurezza»

Metropolis

Castellammare. Lavoratori in servizio senza i necessari dispositivi di protezione individuale, operai impegnati a decine di metri di altezza, ma senza indossare la cintura di sicurezza. E ancora problemi relativi ai ponteggi in sala macchina e alle misure di viabilità all’interno del cantiere.

E’ una vera e propria crociata per la sicurezza sul luogo di lavoro quella che ha avviato la rsu dello stabilimento stabiese di Fincantieri, che denuncia presunte omissioni da parte del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, nominato dall’azienda, che non avrebbe segnalato alcune situazioni di potenziale rischio all’interno della fabbrica.

In una nota firmata dal rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e da Fim, Fiom e Uilm, viene evidenziato che «a seguito di situazioni di rischio verificate nella giornata di sabato 1 marzo a bordo della costruzione 6348, ad oggi non risultano verbalizzate o segnalate al datore di lavoro». Secondo i sindacati «tali omissioni più volte sono state cause di infortuni alquanto gravi che, come si evince dalle varie sentenze di Cassazione, indicano in modo preciso “l’obbligo di conoscere e segnalare al datore di lavoro”».

Per farla breve nel mirino dei sindacati finisce il responsabile del servizio di prevenzione e protezione aziendale, tant’è vero che la rsu e il rls ne denuncia «l’atteggiamento nei confronti dei lavoratori che operano all’interno dello stabilimento».

I sindacati, relativamente a sabato 1 marzo, avrebbero rilevato: «Addetti alla coibenta/pitturazione senza i dispositivi individuali di protezione individuale e gli indumenti previsti – e ancora – lavorazioni in altezza senza indossare la cintura di sicurezza; utilizzo improprio di ponteggi presenti in sala macchina; sul ponte due: mancata interdizione alle lavorazioni e alla viabilità». Criticità che metterebbero a rischio la sicurezza degli operai che lavorano all’interno del cantiere navale di Castellammare di Stabia. «Restiamo in attesa dei verbali delle segnalazioni di sabato 1 marzo e di oggi 3 marzo, il tutto da parte nostra dimostrabile e documentabile», sostengono i sindacati Fim, Fiom e Uilm.

Che le parti sociali abbiano alzato il livello dell’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dello stabilimento stabiese è chiaro ormai da qualche settimana. Appena pochi giorni fa, infatti, i sindacati avevano denunciato presunte vessazioni ai danni dei lavoratori dell’indotto, costretti – a loro dire – a lavorare fino a 60 ore settimanali, inclusi i sabato e le domeniche.

All’interno del cantiere, di fatto, si torna a respirare tensione. Da un lato ci sono le problematiche di carattere nazionale, come le proteste sindacali in corso in tutta Italia per il mancato rinnovo del contratto collettivo di lavoro.

Dall’altro ci sono vicende locali, a cominciare dall’incertezza che si respira per il futuro, in particolare per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali necessari per rendere competitivo lo stabilimento di Castellammare di Stabia. L’ultimo incontro tra tutte le parti in causa risale allo scorso dicembre, ma nel frattempo sembra già essere venuto meno l’impegno a rivedersi in tempi stretti (si era concordato metà febbraio), per cercare di portare avanti un percorso finalizzato a stabilire quali opere fossero necessarie e chi avrebbe dovuto finanziarle.

«Fincantieri, attraverso la sua politica aziendale che prevede un sistema di confronto continuo con le organizzazioni sindacali, sta perseguendo a livello nazionale e su tutti i siti aziendali azioni di miglioramento continuo sul tema della sicurezza. Tali azioni prevedono un continuo coinvolgimento delle risorse di Fincantieri e delle società in appalto attraverso un’attenta gestione che prevede la sorveglianza attiva da parte del personale Fincantieri e riunioni con frequenza settimanale di coinvolgimento anche delle società in appalto», è quanto fa sapere la società di Trieste attraverso fonti aziendali, rispetto alla necessità di garantire la sicurezza nei siti di produzione, tra cui quello stabiese. «Presso il cantiere di Castellammare di Stabia, come in tutti i siti aziendali, oltre a quanto previsto dalla normativa vigente, l’ufficio sicurezza effettua monitoraggi puntuali nelle aree di produzione con i responsabili operativi, i preposti, e gli RLS/RSU di sito. Inoltre, nell’ultimo anno il piano di miglioramento della sicurezza ha previsto l’attivazione di ulteriori iniziative, (quali ad esempio safety break, safety bulletin, safety observation etc) per sensibilizzare e valorizzare la sicurezza quale elemento strategico e prioritario per l’azienda», spiegano ancora fonti aziendali, che concludono «l’importanza e la centralità della sicurezza per Fincantieri determina in ogni occasione nella quale vi sia una segnalazione di rischio l’immediato impegno a confrontarsi ed intervenire in tempi rapidi per la risoluzione dei problemi».

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