Torre del Greco, le «giravolte» di Forza Italia a sostegno di Mennella. E i big azzurri restano in silenzio
Torre del Greco. «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova» diceva Agatha Christie, la regina dei romanzi gialli. Così, all’indomani del consiglio comunale monotematico sulla spinosa questione della messa in sicurezza di corso Umberto I, il doppiogiochismo del capogruppo azzurro Michele Langella – formalmente all’opposizione, ma all’occorrenza sempre pronto a servire assist politici al sindaco Luigi Mennella – allunga un alone di mistero sul reale «posizionamento» di Forza Italia rispetto alla coalizione a trazione Pd-M5S uscita vincitrice dalle ultime elezioni.
Perché se il commissario cittadino Dario Colombo si è seduto al tavolo del centrodestra per (provare già a) costruire un’alternativa all’attuale squadra di governo cittadino, l’unico esponente dei berluscones a palazzo Baronale sembra già avere deciso il proprio orientamento politico.
Il primo indizio, d’altronde, era già arrivato a luglio del 2024 – in occasione della «ritrovata» festa dei Quattro Altari – quando il pupillo dell’onorevole Annarita Patriarca non risparmiò elogi all’amministrazione comunale per l’organizzazione della storica rassegna ludico-religiosa legata al Corpus Domini. Un primo assist bissato a dicembre del 2024, con il voto favorevole al bilancio di previsione portato in consiglio comunale da Luigi Mennella & company: un voto ininfluente sotto il profilo numerico, ma carico di significati sotto l’aspetto politico.
Eppure, neanche in occasione di una scelta così delicata per l’immagine del gruppo azzurro all’ombra del Vesuvio, il commissario cittadino e il senatore Franco Silvestro – fresco di nomina a commissario di Forza Italia per la provincia di Napoli, incarico ratificato direttamente dal segretario nazionale Antonio Tajani – spesero una parola sulla vicenda o sentirono di precisare la posizione dei berluscones di Torre del Greco. Ora il terzo indizio dal sapore della prova, con l’endorsement di Michele Langella all’operato del sindaco e della sua coalizione per la gestione della «crisi» provocata dal crollo del fabbricato di corso Umberto I.
D’altronde, lo stesso Luigi Mennella non aveva mancato di sottolineare in consiglio comunale come le mancate dimissioni di Ciro Borriello fossero state decise per impedire l’ingresso in aula di Dario Colombo, primo dei non eletti di Fi. E sicuramente – grazie alle giravolte dei Forza Italia – più «amico» dell’ex primo cittadino.
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