Gelo e imbarazzo in aula: scherzi telefonici tra consiglieri durante l’assise comunale a Torre Annunziata
Mentre ieri mattina a Torre Annunziata si discuteva del nuovo regolamento dei servizi per l’infanzia, in consiglio comunale andava parallelamente in scena un momento degno della ricreazione alle scuole medie. Protagonisti, loro malgrado, alcuni consiglieri che hanno trasformato l’aula consiliare in un’aula… scolastica, ma nel senso meno istituzionale del termine. Tutto accade durante l’intervento di Anastasia Quaranta, consigliera di minoranza del gruppo Orgoglio e dignità, che stava esprimendo la propria posizione sul regolamento elaborato dalla prima commissione. Mentre l’aula seguiva in silenzio, il cellulare del consigliere Raffaele De Stefano (Torre dei valori) ha improvvisamente squillato. Una chiamata rifiutata. Poi un’altra. E ancora. A quel punto, De Stefano ha perso la pazienza e, rompendo il silenzio, si è rivolto direttamente al collega Mauro Iovane del gruppo 3C: «Consigliere Mauro, la smetti di telefonarmi?» Gelo. Imbarazzo. Qualche sguardo basso e qualche altro rivolto alla telecamera della diretta streaming. La stessa Quaranta si è fermata, visibilmente spiazzata, salvo poi cercare di riprendere il filo del suo intervento e, con molta eleganza, riportare il dibattito su binari più seri. La scena, a metà tra una commedia involontaria e uno sketch da corridoio scolastico, è stata immortalata dalla diretta ufficiale del Comune. D’altronde, non capita tutti i giorni che in un’aula chiamata a decidere su temi importanti per l’infanzia, si debba assistere a siparietti da ragazzi in vena di dispetti. Resta il tema, serio, del regolamento per i servizi all’infanzia, ma anche la domanda: se l’attenzione in aula vacilla per uno scherzo telefonico, cosa succede quando si dovranno affrontare questioni ancora più delicate? Nel frattempo, in consiglio comunale, si spera che il prossimo confronto si svolga senza squilli, né scherzi. Altrimenti, più che un dibattito democratico, sembrerà una puntata di una sit-com.

