Camorra, il killer distratto dimentica le chiavi: e l’obiettivo se ne va
Pozzuoli. Figura anche il tentativo, per fortuna vano, di uccidere un ‘filatore’, cioè un delatore che avrebbe dovuto segnalare la presenza l’obiettivo di un agguato a un gruppo malavitoso, nell’ordinanza con la quale il gip di Napoli Rosamaria De Lellis, ha disposto l’arresto da parte dei carabinieri di nove presunti affiliati al clan Longobardi -Beneduce di Pozzuoli. A raccontare l’episodio agli inquirenti è il collaboratore di giustizia Luigi Sannino. Lo fa nell’ottobre del 2023, e il fatto – a cui lui stesso ha preso parte conVincenzo Perillo – risale al settembre dello stesso anno.I due dopo avere ritirato da un nascondiglio il fucile a pompa che intendevano utilizzare per l’omicidio, cercano inutilmente una delle auto in uso al clan per recarsi sul luogo del raid ma erano già tutte “in servizio”. Allora scelgono di mettersi in movimento con uno scooter, ma uno dei due dimentica le chiavi di accensione. In sostanza perdono ulteriormente tempo e quando arrivano al bar dove avevano visto l’uomo, questi, nel frattempo, se n’era già andato.La storia resa dal “pentito” ha poi trovato conferma nell’analisi dei sistemi di videosorveglianza della zona in cui si trova il bar. Non solo. Il confronto tra le immagini registrate dalle telecamere nel locale e quel commissariato dove uno dei due si recare a firmare hanno consentito di identificare- malgrado fosse a volto coperto – il mancato killer: calzava,infatti, le stesse scarpe e aveva la stessa andatura di colui che era sottoposto all’obbligo di firma.Gli arresti sono stati notificati a Luigi Sannino, 24 anni, e aVincenzo Perillo, 48 anni, ma anche a Gennaro Sannino, 51 anni;Patrizia Tizzano, 49 anni; Gabriele Goglia, 36 anni; Leonardo Perillo, 23 anni; Luigi Pio Sannino, 26 anni; Bruno Iannaccone,22 anni, e a Mattia Esposito, 24 anni.

