Incendio sul Vesuvio, le fiamme dilagano. Cresce la tensione nel vesuviano. La rabbia dei cittadini: «Nessuno ci aggiorna»
«Nessuno ci aggiorna, vediamo le fiamme dalle nostre abitazioni. L’aria è irrespirabile e si sente persino il rumore del fuoco a causa del rapido movimento nell’aria. E’ raccapricciante». Antonietta vive a Terzigno, a pochi passi da dove è scoppiato il primo rogo: da ore vive attimi di paura e tensione. Vive in casa con un bambino e un genitore disabile e vede la lingua di fuoco consumare la montagna. A pochi chilometri di distanza, ad Ottaviano la stessa scena. Il fuoco che rapidamente brucia ettari ed ettari di bosco e che con la siccità aumenta ancora di più. A terra ci sono vigili del fuoco, protezione civile, volontari del nucleo ambientale mentre nessun Canadeir che hanno smesso di sorvolare e spegnere il fuoco. I cittadini stanno inondando i social di dirette e fotografie, piovono commenti contro i sindaci e appelli a «fate presto». Il rogo sembra indomabile «si incanalato nella Cupaccia ed è quota 600 metri -spiega Vincenzo Marasco storico e esperto di montagna – è davvero un disastro, è terribile quello che sta accadendo. Abbiamo perso un altro polmone verde antico. A breve arriva sulla Matrone a quota 750 e rischia di passare nella vicinissima Valle dell’Inferno: terra martoriata, maledetta bastardi»

