Dossier di Legambiente sull’inquinamento: un terzo dei campioni in mare è oltre i limiti
Su 388 campioni analizzati nelle acque costiere e lacustri di 19 regioni, il 34% è risultato oltre i limiti di legge. E’ il bilancio finale delle campagne estive di Legambiente per l’estate 2025.
Le situazioni migliori si hanno in aree lontane da foci o scarichi, dove solo il 15% dei punti campionati è risultato oltre i limiti di legge.
Al problema dell’inquinamento e degli scarsi controlli, si affianca quello della crisi climatica e dei rifiuti. A giugno e luglio la temperatura media delle acque superficiali del Mediterraneo è stata di 25,4°C, la più calda dal 2016 ad oggi.
Un aumento sensibile di circa mezzo grado centigrado che mette a repentaglio la biodiversità.
E poi c’è il grande tema dei rifiuti in spiaggia e a mare. Insomma serve un piano nazionale per la tutela delle acque costiere e interne, servono più risorse da destinare al servizio di depurazione.
Attualmente in Italia il 4,4% del carico inquinante generato da più di 78 milioni di abitanti equivalenti o non è collegato (0,7%) oppure è trattato con sistemi individuali (per il 3,7%). Parliamo di un carico di quasi 3 milioni e mezzo di abitanti equivalenti che non viene trattato in modo sicuro (con sistemi di trattamento secondario o superiore).
A questi si aggiungano i carichi che confluiscono agli impianti di trattamento che attualmente si trovano in procedura di infrazione rispetto ai requisiti della Direttiva Acque Reflue che, dagli aggiornamenti facilmente reperibili sul sito del ministero, ammontano a 855 agglomerati, relativi a più di 26 milioni e 800 mila abitanti equivalenti che corrispondono al 34% del carico complessivo generato in Italia.

