Torre del Greco, crolla un muro dell’ex monastero degli Zoccolanti
CRONACA
8 settembre 2025

Torre del Greco, crolla un muro dell’ex monastero degli Zoccolanti

Alberto Dortucci

Torre del Greco. È bastato il crollo di una parte del muro di confine dell’ex monastero degli Zoccolanti – all’incrocio tra via Madonna del Principio e via Diego Colamarino – per riaccendere i riflettori sul «simbolo» più eloquente dell’abbandono nel cuore del centro cittadino.

Una ferita aperta da anni,  denunciata in diverse occasioni dai residenti della zona e già raccontata da Metropolis Quotidiano a inizio giugno. (VIDEO)

Quando la fotografia del complesso – ridotto a rovina e rifugio di erbacce, ratti e zanzare – finì al centro dell’ennesimo grido d’allarme rimasto inascoltato. Ora, tuttavia, l’emergenza non è più soltanto igienico-sanitaria o estetica.

Il cedimento di porzioni di muro e il rischio di nuovi crolli hanno costretto il Comune a intervenire d’urgenza. Con una ordinanza firmata dal sindaco Luigi Mennella, notificata al legale rappresentante della congregazione delle Suore dell’Addolorata e della Santa Croce – proprietarie dell’immobile – viene imposto l’obbligo immediato di mettere in sicurezza l’area e di eliminare i pericoli per la pubblica e privata incolumità. Fino al completamento dei lavori, sarà vietato l’accesso e perfino l’attraversamento dello spazio antistante l’ex monastero.

Un provvedimento che arriva dopo anni di silenzi, promesse mancate e rimbalzi di responsabilità. Nonostante le petizioni popolari, le firme raccolte online e gli impegni assunti in campagna elettorale, il monastero fondato nel Cinquecento continua a sgretolarsi, lasciando i cittadini della zona – a partire dal «palazzone» di corso Vittorio Emanuele fino a viale Castelluccio – a convivere con le conseguenze: topi, insetti, odori e, adesso, anche la paura di nuovi crolli.

L’ordinanza, in ogni caso, ora segna un passaggio cruciale: non più semplici denunce o appelli, ma un atto formale per richiamare direttamente le suore alle proprie responsabilità, prevedendo anche sanzioni penali in caso di inadempienza. Resta, tuttavia, il nodo di fondo: la messa in sicurezza basterà a scongiurare ulteriori pericoli, ma non a restituire alla città un patrimonio storico-artistico che da tempo è ridotto a scempio.

E così, mentre Torre del Greco assiste all’ennesima ordinanza per “tamponare” l’emergenza, il monastero degli Zoccolanti resta prigioniero del degrado. Un pezzo di identità cittadina che rischia di andare definitivamente perduto tra incuria, burocrazia e promesse mai mantenute.

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