Gragnano, fermati i sicari di Alfonso Cesarano
CRONACA
9 settembre 2025

Gragnano, fermati i sicari di Alfonso Cesarano

Michele De Feo

Gragnano. È stata un’inchiesta lampo, una corsa contro il tempo ma la riposta dello Stato è arrivata dopo appena 8 giorni dall’agguato mortale ad Alfonso Cesarano, il 34enne ammazzato a colpi di una calibro 9×21 all’esterno della sua abitazione in via Cappella della Guardia, tra Casola e Gragnano. I carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata, con il supporto dei colleghi della caserma di Castellammare di Stabia, hanno fermato, nella tarda serata di ieri i 3 presunti killer che il 30 agosto scorso hanno messo a segno la missione di morte ai danni del fedelissimo del boss Fabio Di Martino.  L’accusa che gli muove la Direzione Distrettuale Antimafia-sostituto procuratore Giuseppe Cimmarotta- è di omicidio aggravato dalle modalità camorristiche. Quello di Alfonso Cesarano ê il primo-se le accuse reggeranno-degli omicidi di stampo mafioso risolti sui Lattari nell’ottica della faida tra il clan Di Martino, la cosca egemone dei Monti Lattari, e gli altri gruppi criminali che si contendono il monopolio della produzione e della fornitura della marijuana sulla “Jamaica del sud”. Secondo l’accusa i tre sicari hanno aspettato che la vittima, Alfonso Cesarano, rientrasse da lavoro nella sua abitazione in via Cappella della Guardia. Quando la vittima ha imboccato la strada hanno fatto fuoco: 14 volte. Cinque colpi hanno preso in pieno Cesarano senza lasciargli scampo. I killer viaggiavano in sella ad uno scooter rubato. Così come la vittima che però non ha avuto scampo. Alfonso Cesarano era agli arresti domiciliari e nella sua abitazione a Gragnano stava scontando una condanna per tentato omicidio. Nel dicembre 2023 è scampato ad un agguato tra le curve di Lettere. Il 30 agosto scorso è morto in un agguato camorristico.