Fumi tossici nel rione, denuncia di 121 cittadini di Torre Annunziata: indaga la Procura
CRONACA
12 settembre 2025

Fumi tossici nel rione, denuncia di 121 cittadini di Torre Annunziata: indaga la Procura

Antonio Di Martino

Aria irrespirabile, 121 cittadini denunciano i fumi della fabbrica di bitume in Procura. Da anni i residenti della zona di Torre centrale, nelle vicinanze di via Schito e via Terragneta, convivono con emissioni ritenute insostenibili. Odori nauseabondi, fumi persistenti e polveri nere che si depositano su balconi e superfici: questo il quadro descritto dai cittadini, che hanno deciso di rivolgersi alla magistratura. Nell’esposto, indirizzato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, si denuncia la presenza di sostanze nocive derivanti dalla produzione di conglomerati bituminosi e asfalto, considerate potenzialmente dannose per la salute e incompatibili con la normale vita quotidiana. I firmatari raccontano una condizione di disagio diffuso. «Siamo costretti a vivere con le finestre chiuse per questi fumi insopportabili», la voce corale di tutti. Un’altra residente spiega: «Nei giorni in cui il vento gira verso casa nostra, a causa delle esalazioni sto male con nausea e mal di stomaco». C’è chi sottolinea anche un peggioramento progressivo: «Fino a qualche anno fa le emissioni erano minori, ma da tre anni i fumi sono aumentati e probabilmente è cambiato qualcosa nella produzione». Il documento elenca i principali rischi sanitari, richiamando studi scientifici sugli effetti degli inquinanti. Tra le sostanze segnalate figurano composti organici volatili, idrocarburi policiclici aromatici e polveri sottili, associati a patologie respiratorie, neurologiche e cardiovascolari. Le categorie più vulnerabili, si evidenzia, sono bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con malattie croniche. Non meno rilevanti gli aspetti normativi. L’impianto, secondo quanto descritto nell’esposto, autorizzato nel 2011 dalla Regione Campania, era tenuto a rispettare precisi obblighi di misurazioni periodiche, registri delle emissioni e controlli Arpac. Secondo i cittadini, la situazione attuale appare incompatibile con quelle prescrizioni e potrebbe configurare ipotesi di reato ambientale e sanitario. A supporto della richiesta, i cittadini citano anche giurisprudenza favorevole: la Cassazione ha più volte riconosciuto che persino la sola percezione olfattiva persistente può costituire molestia, e che il rispetto formale dei limiti emissivi non esclude responsabilità qualora sia comprovato un pregiudizio alla salute pubblica. Le richieste avanzate all’Autorità giudiziaria sono chiare: verificare la sussistenza di condotte penalmente rilevanti, disporre accertamenti tecnici e monitoraggi diretti sui punti di emissione, acquisire la documentazione autorizzativa e, se necessario, adottare sequestri preventivi degli impianti. A sostegno dell’esposto, i cittadini hanno allegato anche materiale video con riprese a testimonianza della situazione. La mobilitazione, formalizzata il 5 settembre 2025, rappresenta un segnale forte di una comunità che rivendica il diritto alla salute e a un ambiente vivibile. L’auspicio dei residenti è che la Procura possa intervenire con urgenza per accertare eventuali violazioni e porre fine a una condizione definita «insostenibile e pericolosa». La battaglia dei 121 cittadini di Torre Annunziata non è solo una denuncia, ma un appello alla giustizia e alla tutela della salute pubblica, affinché i fumi della fabbrica non continuino a soffocare un intero quartiere.