Castellammare. Patto Comune-Autorità Portuale per abbattere i silos, servono 5 milioni
CRONACA
13 settembre 2025

Castellammare. Patto Comune-Autorità Portuale per abbattere i silos, servono 5 milioni

Metropolis

Castellammare. L’Autorità di Sistema Portuale preparerà un progetto di rigenerazione urbana delle aree interne ed esterne del porto di Castellammare, in accordo con il Comune stabiese. L’obiettivo primario «in termini temporali sarà il recupero dell’area ove attualmente insistono i silos grani da trasformare in un’area aperta e fruibile alla cittadinanza al fine di riqualificare tale area dall’attuale situazione di fatiscenza e di parcheggio lunga sosta». E’ quanto si legge nello schema di un protocollo d’intesa tra il Comune di Castellammare di Stabia e l’Autorità di Sistema Portuale, approvato dalla giunta guidata dal sindaco Luigi Vicinanza. Dal punto di vista politico si tratta di una risposta importante alle forze di maggioranza che nelle ultime settimane avevano chiesto di fissare lo sviluppo del porto in cima all’agenda dell’amministrazione comunale. Dagli atti, a dirla tutta, risulta che già lo scorso aprile, il sindaco avesse protocollato una richiesta all’Autorità di Sistema Portuale finalizzata proprio a firmare un protocollo d’intesa. I tempi, adesso, sono evidentemente maturi e a stretto giro si potrebbe passare alla fase operativa. L’obiettivo prioritario, come detto, è l’abbattimento dei silos dell’Acqua della Madonna. «L’area rigenerata dovrà rappresentare un naturale collegamento tra le aree portuali, il mare, la passeggiata urbana ed il centro storico cittadino assumendo il ruolo di primo passo verso il recupero sociale ed edilizio di tale aggregato urbano», si legge nella bozza del protocollo d’intesa che riapre alla necessità di riaprire il centro storico al mare, attraverso l’abbattimento degli immobili dismessi. L’abbattimento dei silos è inserito anche nel piano triennale delle opere pubbliche dell’Autorità Portuale. Per ora non sono ancora disponibili i 5 milioni di euro necessari per realizzare l’intervento, ma non è da escludere che l’Autorità Portuale possa decidere di attingere al suo bilancio. L’abbattimento dei silos rappresenterebbe solo il primo passo verso un ridisegno più complessivo del waterfront, perché come ricorda lo stesso protocollo d’intesa «sull’area portuale di Castellammare di Stabia insistono numerosi immobili, fabbricati ed opere impiantistiche in generale di cui alcuni non più in uso, fatiscenti e di alcun interesse strategico». Secondo l’Autorità Portuale e l’amministrazione stabiese «l’area portuale di Castellammare potrebbe rappresentare un importante occasione di sviluppo per le parti e per l’indotto dell’area limitrofa, se fosse oggetto di un articolato programma di ammodernamento del Porto e di riqualificazione urbanistica, dando vita a una strategia comune che garantisca anche uno sviluppo turistico e commerciale dell’area portuale, del territorio interessato e delle aree limitrofe», si legge ancora nel documento. Per raggiungere questo scopo dunque «dovrà essere in seguito elaborato, previo parere della Soprintendenza competente, un progetto di rigenerazione urbana e recupero edilizio e di valorizzazione delle aree in disuso».