Dehors, arriva la stretta a Torre del Greco: stop ai permessi «facili» dopo la doccia gelata dal Tar Campania
Torre del Greco. Permessi «facili» per l’installazione di dehors al servizio di bar e locali: l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella corre ai ripari dopo la bocciatura (e la condanna alle spese di giudizio) arrivata dal Tar Campania. A meno di dieci giorni dal verdetto con cui i magistrati della terza sezione del tribunale amministrativo regionale di Napoli- presidente Michelangelo Maria Liguori – hanno accolto il ricorso presentato da alcuni condomini di corso Vittorio Emanuele, lo sportello unico per le attività produttive dell’ente di palazzo Baronale ha avviato le procedure per la revoca delle autorizzazioni concesse a luglio del 2024 al «Salotto delle Donne», il locale della movida cittadina frequentato ogni fine settimana da centinaia di giovanissimi.
Il provvedimento
Il procedimento è stato avviato direttamente dal dirigente Maria Gabriella Camera all’indomani della pubblicazione su Metropolis Quotidiano della notizia relativa alla sentenza emessa dal Tar Campania. In particolare, l’iniziativa rappresenta il primo passo per l’annullamento – così come disposto dai magistrati, in accoglimento del ricorso presentato dagli avvocati Marco Cardito e Filippo Borriello – dell’autorizzazione di rinnovo all’installazione di un dehors di circa 100 metri quadrati davanti all’ingresso dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande. L’avvio del procedimento è stato già notificato dai vigili urbani del comando di largo Costantinopoli ai proprietari del locale, chiamati a liberare l’area da tavolini e sedie. Ora, entro 30 giorni, i destinatari del provvedimento potranno presentare – come previsto per legge – osservazioni difensive o memorie prima della revoca definitiva.
Il braccio di ferro
La vicenda parte da lontano. I residenti del fabbricato a ridosso del locale hanno visto spuntare – anno dopo anno – una struttura sempre più imponente. Non semplici ombrelloni o tende stagionali bensì un dehors permanente di circa cento metri quadrati con coperture, illuminazione e persino sistemi di riscaldamento: una sorta di stabile estensione del locale, capace di stravolgere la facciata dell’edificio e trasformare le serate in un vero e proprio inferno di rumori. Tra segnalazioni cadute nel vuoto e richieste rimaste senza risposta, il condominio si è visto costretto a procedere per vie legali. E il Tar Campania ha riconosciuto le ragioni dei residenti residenti dello stabile a ridotto del «Salotto delle Donne»: secondo i magistrati, le autorizzazioni non dovevano mai essere rilasciate perché non si trattava di strutture precarie e temporanee bensì di vere e proprie nuove costruzioni, soggette a vincoli edilizi e paesaggistici. Il tribunale amministrativo regionale di Napoli ha smontato punto per punto la tesi difensiva del Comune e rilevato che l’opera non aveva nulla di temporaneo: grande, stabile, addossata al fabbricato e destinata a durare nel tempo. E, proprio per questo, illegittima. Uno scenario capace di convincere il Comune a correre immediatamente ai ripari, con l’avvio della revoca dei permessi «facili».
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