Torre del Greco, il sindaco e le foto fantasma nel cantiere della Cittadella dello Sport
Torre del Greco. A Torre del Greco, in particolare dall’avvento dei social, la politica ha sempre avuto un’anima teatrale. Ma stavolta la scena non l’hanno rubata né il maestoso Vesuvio né i cantieri dell’agognata Cittadella dello Sport: a prendersi il centro del palco sono state le fotografie, cavallo di battaglia dell’attuale amministrazione comunale. O meglio: le fotografie prima orgogliosamente esibite sui social, poi precipitosamente cancellate.
Protagonista della vicenda, manco a dirlo, il sindaco Luigi Mennella. Il primo cittadino, da tempo affezionato ai sopralluoghi «social friendly», aveva deciso di immortalarsi tra tribune e cemento fresco, in quel cantiere di località Leopardi che da trent’anni promette piscine e palazzetti e che oggi finalmente sembra vedere la luce. Fin qui tutto bene: un sindaco che controlla i lavori fa sempre la sua figura (e il suo dovere).
Ma c’è un dettaglio, anzi l’assenza di un dettaglio, che ha trasformato il solito reportage fotografico in un boomerang politico: niente caschetto, niente giubbino, niente di niente. Così – in un’epoca in cui la sicurezza sul lavoro è tema caldissimo – Luigi Mennella e l’entourage di tecnici comunali al suo seguito hanno regalato all’opposizione l’immagine perfetta: quella di un sindaco “fuori norma” proprio dentro a un cantiere.
Il post è diventato virale, gli avversari politici – in primis, ex assessori e consiglieri comunali – hanno affilato le tastiere e l’album «celebrativo» si è trasformato in una piccola Waterloo digitale. E allora? Allora è arrivata la mossa più prevedibile e meno elegante: il tasto “elimina”. Nel giro di 24 ore, come per magia, le foto sono sparite dai profili ufficiali del sindaco.
Fine della figuraccia? Macché. Perché a Torre del Greco, si sa, nulla scompare davvero: semmai diventa carburante per l’ironia degli altri. L’ex sindaco Giovanni Palomba, per esempio, ha colto la palla al balzo e ha commentato con un post al vetriolo, da manuale di sarcasmo: «Cucù tetè non ci sono più le foto».
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