I 40 anni dell’omicidio di Giancarlo Siani, il monito di Mattarella: “Dimenticarlo sarebbe come ucciderlo di nuovo”
“Ricordare il sacrificio della vita di Siani porta inevitabilmente alla mente i numerosi giornalisti morti perché colpevoli di testimoniare la verità, di raccontare le violazioni del diritto, le aggressioni, le guerre, lo sterminio senza pietà. L’assassinio dei giornalisti è un assassinio delle nostre libertà, di una parte di noi a cui la comunità non intende rinunciare”. Parte da qui, dalle parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il senso di tutto. Di 40 anni di ricordi, iniziative, appelli. Quaranta anni da un omicidio, quello di Giancarlo Siani, attraverso il quale la camorra lanciò un messaggio ben preciso: le parole scomode vanno eliminate. Un messaggio che ancora oggi si cerca di sconfiggere. In tanti hanno voluto ricordare quel giorno, in primis la sua Napoli. Lo ha fatto sul luogo in cui fu ucciso, a pochi passi da casa sua, in quelle Rampe che portano il suo nome. “Ogni anno ricordiamo con sempre maggiore impegno il sacrificio di Giancarlo Siani perché è un sacrificio sempre più attuale”, ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Con lui alla cerimonia i familiari di Siani, il fratello Paolo e il nipote Gianmario, ma anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, e l’assessore regionale alla Sicurezza, Mario Morcone. “Giancarlo diventa un simbolo di tutti i giornalisti uccisi – ha detto il fratello Paolo – perché purtroppo raccontare notizie dà fastidio ai potenti e invece raccontarle bene serve ai cittadini. Se lo dimenticassimo sarebbe come se lo uccidessero un’altra volta e non sarebbe giusto perché era un ragazzo giovane che voleva fare il giornalista e ricordarlo vuol dire anche sperare che qualcuno di ispiri a lui, al suo modello di vita e di giornalismo”.
Aveva solo 26 anni Giancarlo quando fu ucciso. E a ricordarlo è stato anche il quotidiano Il Mattino nel quale Siani ha racchiuso le sue denunce. Al teatro Mercadante documentari si sono alteranti a testimonianze di colleghi. “L’eredità più preziosa che ci ha lasciato? E’ che in questa regione nel suo nome si è costruito il movimento più forte di contrasto alla criminalità organizzata”, ha sottolineato il direttore de Il Mattino Roberto Napoletano, presente con il presidente de Il Mattino dpa Massimiliano Capece Minutolo. In prima fila anche l’attore e regista Alessandro Siani il cui cognome originario è Esposito e che ha scelto di chiamarsi Siani proprio per omaggio al giornalista. “Nel suo cognome ho ritrovato me stesso e un percorso che mi ha ispirato – spiega – In fondo in tutti noi c’è la voglia di ribellarsi e diventare persone perbene”. Al Mercadante i ragazzini hanno indossato la maglietta con l’hastag #iosonogiancarlo. “Io non credo che si possa dire ‘io sono Giancarlo Siani’ perché si diventa Giancarlo Siani. – ha detto l’attore Toni Servillo – Si diventa, e probabilmente Giancarlo Siani non voleva neanche diventare chi stiamo celebrando oggi: voleva essere un ragazzo normale come voi”. “Il suo sacrificio, che resta testimonianza di libertà, verità e impegno civile, continua a parlare e a indicare la retta via alle nuove generazioni”, scrive il presidente del Senato Ignazio La Russa. “A quarant’anni da quel vile delitto ricordo la sua passione civile e il suo esempio, che ispirano un impegno continuo nel contrasto alle mafie”, ha aggiunto il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana. “Un uomo simbolo di una lotta instancabile contro la criminalità organizzata”, lo ha definito il ministro dell’Interno Matteo Piantadosi. Un simbolo che sarà al centro, stasera, anche della prima proiezione pubblica del docufilm ‘Quaranta anni senza Giancarlo Siani’, al Complesso monumentale di San Domenico Maggiore. Una storia che da domani continua: La Olivetti M80, la macchina da scrivere con la quale Giancarlo realizzò oltre 650 tra articoli e inchieste dal 1979 al 1985, sarà infatti portata in giro per l’Italia, un viaggio in treno di sette tappe e undici appuntamenti. Si parte da San Giorgio a Cremano e si finisce il 21 ottobre alla Festa del Cinema di Roma.

