Prorogati i contratti di solidarietà per i 3750 di Stellantis a Pomigliano
È stata formalizzata oggi pomeriggio la proroga di un anno dei contratti di solidarietà per i 3750 lavoratori dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco, con l’esame congiunto presso il Ministero del lavoro. «Un risultato importante – ha commentato Crescenzo Auriemma, segretario generale della Uilm di Napoli e Campania – che segna finalmente una presa di posizione del Governo sul futuro dell’industria dell’auto». Auriemma, inoltre, ha sottolineato di condividere le parole del ministro Urso sul Green Deal, che, ha spiegato il sindacalista, «così come è stato impostato, ha generato insicurezza e rallentato le vendite di auto italiane ed europee. Serve una revisione pragmatica delle politiche ambientali – ha proseguito – perché non si può imporre ai cittadini spese insostenibili mentre le aziende sospendono le produzioni, come sta avvenendo in cinque Paesi per Stellantis e nel caso Bosch con migliaia di esuberi. Continuare su questa strada rischia di colpire chi produce e di ridurre ulteriormente il potere d’acquisto. Intanto arrivano sul mercato prodotti competitivi da Paesi che non rispettano il Green Deal ma proteggono le loro economie. Il ministro fa bene a sollecitare la Commissione Europea – ha concluso Auriemma – anche altri Paesi devono unirsi a questa battaglia, perché nessuno si salva da solo».
Più critico il parere della Fiom: «Abbiamo sottolineato che il ricorso al contratto di solidarietà – precisa la nota – non può essere utilizzato da parte della direzione aziendale come uno strumento per ridurre i costi di gestione dello stabilimento. La delegazione Fiom ha ribadito che è necessario un incontro con l’amministratore delegato affinché il piano industriale annunciato per il sito di Pomigliano possa essere anticipato per evitare di utilizzare ulteriori ammortizzatori sociali con consistenti perdite salariali». «Abbiamo stigmatizzato – prosegue il documento – l’utilizzo poco equilibrato da parte della direzione aziendale dei criteri di rotazione in applicazione della solidarietà, soprattutto nei reparti denominati ‘Servizi Generali’. Abbiamo anche rivendicato e fatto verbalizzare che l’azienda dovrà impegnarsi a una più equa rotazione non solamente tra i reparti, ma a parità di mansione, elemento fondamentale affinché la rotazione possa essere estesa all’intero stabilimento».

