Mannini: «La maglia azzurra un orgoglio, daremo tutto»
Nato a Sarzana l’8 luglio del 2006, Mattia Mannini, figlio di Omar che il calcio l’ha assaggiato fino alla Serie C indossando le maglia di Juveterranova (oggi Gela) e Ponsacco, aveva quattro anni quando mise per la prima volta gli scarpini, nella società dilettantistica ligure Colli Ortonovo (ex Colli di Luni). Poi lo Spezia, a otto anni, a casa sua. Infine, Roma e quest’anno la Juve Stabia per iniziare a cimentarsi nel calcio che conta. Quattordici anni e un treno che dalla Liguria lo portava a Trigoria. Non un posto qualunque: il luogo dove sono cresciuti Daniele De Rossi e Francesco Totti, due capitani diventati icone. Oggi Mannini indossa una fascia al braccio che non pesa solo tessuto: è il simbolo della Nazionale Under 20, che il tecnico Carmine Nunziata guida per il secondo Mondiale consecutivo. Stadio ‘Elías Figueroa Brander’. Oggi a Valparaíso, in Cile (ore 17 locali/22 italiane, diretta su Rai Sport), il debutto con l’Australia. L’Italia è inserita nel Gruppo D, insieme ad Argentina e Cuba. Mannini è con la Nazionale di Nunziata da domenica e resterà divrse settimane, almeno fino alla prima parte del girone eliminatorio degli azzurrini. Se poi l’Italia dovesse ottenere il passaggio del turno, Mannini prolungherà la sua presenza in Cile ancora per qualche settimana. Tornando al Mondiale Under 20, non è la prima volta che gli azzurrini ci provano: questa è la nona – 1977, 1981, 1987, 2005, 2009, 2017, 2019, 2023 e 2025 -, la quarta di fila. E l’ultima, due anni fa, finì a un passo dalla gloria. Secondi – miglior piazzamento della storia azzurra – dietro l’Uruguay, a cui bastò un gol (1-0) allo stadio ‘Ciudad de La Plata’, in Argentina, per infrangere il sogno. Nunziata c’era anche allora. E c’è ancora, dopo un biennio al timone della Nazionale Under 21 e un Europeo concluso a testa alta ai quarti. Ha già dato il suo imprinting, riconoscibile, che accompagna questa nuova avventura. Mannini lo sa bene: “È un onore immenso indossare la maglia azzurra, inspiegabile. Siamo pronti a dare tutto, per provare a salire sul tetto del mondo”. Ci sono ricordi, poi, che segnano. Lo stage con Roberto Mancini in Nazionale maggiore a dicembre 2022, i due Europei disputati con l’Under 17 prima, nel 2023 in Ungheria, e con l’Under 19 poi, nel 2024 in Irlanda del Nord: un’amara eliminazione alla fase a gironi e una semifinale, quest’ultima valsa proprio per il pass a questo Mondiale. red.spo.

