Da campo largo a campo minato: a Torre del Greco l’effetto PER sull’alleanza con Pd e M5S
Torre del Greco. L’imminente voto per la Regione accende il clima a palazzo Baronale e gli equilibri del «campo largo» messo in piedi con successo alle elezioni comunali del 2023 – un «esperimento politico» capace di portare Luigi Mennella alla fascia tricolore – oggi inizia a scricchiolare in vista della corsa alle urne del 23 e 24 novembre. A innescare la miccia è stato il movimento PER le Persone e la Comunità – la «quarta forza» dell’alleanza che sconfisse l’ex sindaco Ciro Borriello – oggi pronto a sfilarsi dalla coalizione che a Napoli punta tutto sul pentastellato Roberto Fico.
Una rottura netta e, soprattutto, pubblica: «Alle Regionali PER sarà la vera alternativa libera a coalizioni insostenibili» si legge in una nota diffusa sui social, dove non si risparmiano fendenti né al centrosinistra né al centrodestra, accomunati – secondo PER – da un «dibattito poco onorevole» e da pratiche che «offendono i cittadini della Campania».
Una nota che ha fatto rumore in Municipio, soprattutto perché a rilanciarla è stata Mariateresa Sorrentino – assessore alle politiche sociali e alla pubblica istruzione della giunta targata Luigi Mennella – riferimento della consigliera comunale Pina Di Donna, a propria volta in odore di candidatura per uno scranno in consiglio regionale con Per. «Ai cittadini sfiduciati e nauseati da una politica chiusa e distante – ha scritto Mariateresa Sorrentino – diciamo che l’alternativa esiste. Siamo noi».
Un post che tra i corridoi di palazzo Baronale ha avuto l’effetto di un sasso nello stagno. I malumori sono esplosi, sebbene sotto traccia. Gli esponenti di Pd e M5S non avrebbero «gradito» – per usare un eufemismo – il tono tranchant utilizzato per annunciare la decisione. Il sottinteso – neanche particolarmente velato – è che i compagni di viaggio possano diventare un «peso». E qualcuno, nei gruppi consiliari, ha già alzato il tiro: «Se non vogliono stare con Pd e M5S alle Regionali – il commento sussurrato ma sempre più frequente – allora ritirino l’assessore dalla giunta».
Uno scenario che fa traballare l’equilibrio faticosamente costruito all’indomani del voto del 2023. Anche perché – come noto – subito dopo le Regionali scatterà il rimpasto di metà mandato: un giro di poltrone atteso da tempo, che potrebbe diventare il banco di prova definitivo per verificare la tenuta dell’alleanza. Dal canto suo, Mariateresa Sorrentino ha provato a gettare acqua sul fuoco a margine di una seduta della commissione trasparenza: «Le Regionali? Un altro livello.
A Torre del Greco l’alleanza continua a funzionare come il primo giorno». Una precisazione che, però, non basta a placare gli animi. Perché se è vero che i livelli sono diversi, è altrettanto vero che la politica – soprattutto in tempi di campagna elettorale – tende a mischiarli. E a usare le urne per ridefinire equilibri che si credevano consolidati. Il sindaco, per ora, resta alla finestra. Ma il fermento è palpabile. E il «campo largo» della vittoria potrebbe trasformarsi in un campo minato della disfatta.
@riproduzione riservata

