Forum dei giovani di Torre Annunziata, da un anno senza sede
Da quasi un anno il Forum dei Giovani di Torre Annunziata è senza una sede, una condizione che fotografa perfettamente il paradosso di una città che non riesce a garantire ai suoi ragazzi un luogo stabile in cui incontrarsi, discutere e progettare. Dopo le elezioni svoltesi lo scorso dicembre, siamo arrivati al primo ottobre senza che sia stato compiuto alcun passo avanti concreto. Una lentezza che non è solo burocratica, ma che rischia di trasformarsi in un messaggio politico preciso: i giovani restano ai margini, costretti a percepire la distanza di istituzioni che non sanno ascoltare né accogliere. Tutto questo alla luce anche dei dati legati alle elezioni del Forum che hanno raccontato una realtà sconfortante: con circa ottomila ragazzi tra i 16 e i 34 anni potenzialmente coinvolti, soltanto 21 hanno presentato la propria candidatura e appena 94 si sono recati alle urne. Numeri che non necessitano di interpretazioni, perché da soli mostrano un distacco quasi totale delle nuove generazioni dalla politica. I 21 candidati sono stati automaticamente eletti, ma la loro rappresentanza non basta a mascherare un fallimento collettivo che non appartiene ai giovani bensì a una classe dirigente incapace di includerli e motivarli. Il Forum, nato per essere un laboratorio di idee e un ponte tra ragazzi e istituzioni, appare oggi come un contenitore vuoto, privo di autorevolezza e incapace di attrarre energie. Questo disincanto non può essere letto come semplice disinteresse giovanile: la verità è che la politica ha smesso di parlare il linguaggio delle nuove generazioni, ha smesso di ascoltare le loro priorità, ha smesso di renderle parte di un processo decisionale autentico. La partecipazione ridotta, con 94 votanti a fronte di migliaia di aventi diritto, è il riflesso di anni di disattenzione, di politiche incapaci di investire sul futuro e di un sistema che non è riuscito a costruire spazi credibili di confronto. Non sono i giovani ad aver abbandonato la politica, ma è la politica che ha perso la capacità di mostrarsi come strumento utile a cambiare la realtà. La sede mancante del Forum è allora molto più che un problema logistico: è il simbolo tangibile di una distanza culturale e istituzionale che rischia di diventare irreversibile se non si interviene subito. Restituire ai ragazzi un luogo fisico e un ruolo centrale significa ridare dignità a un’intera comunità, altrimenti destinata a rassegnarsi a una partecipazione ridotta all’osso e a un futuro privo di protagonisti.

