Castellammare, spaccio a Licerta, liberato un pusher
Sono stati concessi gli arresti domiciliari a Massimo Fiorillo, già condannato a 8 anni di carcere per associazione finalizzata al traffico di droga con l’aggravante del metodo e le finalità mafiose. L’uomo continuerà a scontare il residuo di pena presso la sua abitazione. La scarcerazione è arrivata nei giorni scorsi con la Corte d’Appello di Napoli che ha accolto la richiesta formulata dal suo legale, il penalista stabiese Francesco Romano. Fiorillo era finito nei guai nell’ambito dell’inchiesta denominata Licerta. L’indagine, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha ricostruito il volume d’affari delle piazze di spaccio del centro Antico di Castellammare, zona ostaggio dei clan di camorra. L’inchiesta, in particolare, ha portato alla luce l’esistenza di una vera e propria succursale di Gomorra nel cuore della città. Una “Scampia” in miniatura trasformata in supermarket dello spaccio, con affari milionari e incassi giganteschi. Base operativa del gruppo la zona del rione Licerta, epicentro degli affari illeciti dei Vitale. Il deposito della droga poi venduta ai pusher, invece, sarebbe stato realizzato a Gragnano e gestito da altri indagati. In particolare i collaboratori hanno parlato ai pm dei legami tra i Vitale e i D’Alessandro, della tassa che il gruppo del Centro Antico paga ai boss di Scanzano. E soprattutto del fatto che il legame tra le due organizzazioni si sarebbe rafforzato in seguito ad un omicidio. Si tratta del delitto costato la vita – nel 2017 – all’ex collaboratore di giustizia, Antonio Fontana, assassinato ad Agerola. Delitto irrisolto che sarebbe stato realizzato, secondo diversi collaboratori, proprio dai D’Alessandro per punire i legami tra Fontana e il clan Omobono-Scarpa. Fiorillo, secondo l’accusa, sarebbe stato uno dei pusher più attivi dell’organizzazione criminale. Arrestato nel 2017, in primo grado ha rischiato una condananna a 14 anni di carcere, poi scalata a otto. Il processo però ha portato a condanne pesantissime per i promotori dell’organizzazione criminale che riempiva di droga le strade del centro antico di Castellammare.

