Scafati, evasione record: un buco di 3 milioni da Tari e Imu
Scafati. L’evasione delle tasse comunali raggiunge livelli record a Scafati. Informati Prefetto e Corte dei Conti con documentazione scritta a firma del consigliere comunale Michele Grimaldi capogruppo Pd a palazzo Mayer.
I dati sono relativi solo alle posizione tributarie con crediti liquidi certi ed esigibili superiore ai 20mila euro. “Parliamo di cifre che si aggirano sui 3 milioni di euro. Quindi decine di posizioni devono al Comune circa 3 milioni di euro. Sul totale invece l’evasione Tari è intorno al 50%” Grimaldi ricorda che l’accesso agli atti non è rivolto alle famiglie o alle piccole attività commerciali, ma di grandi attività e patrimoni. Ed era stato chiesto questo elenco di grandi posizioni inevase, e dei grandi contenziosi tributari , per capire come mai si sia arrivati a cifre spropositate e quale sia la situazione attuale e se nella vicenda potessero sorgere profili di interessi o di omissioni.
Emergerebbero 41 posizioni debitorie Tari di oltre i 20mila euro, di cui 14 per dichiarazioni assenti o false e 27 per mancati o parziali versamenti. Ancora più pesante la situazione sull’Imu: sono 140 i debitori con arretrati sopra la stessa soglia. Cifre che si aggirano sui 3 milioni di euro. L’evasione complessiva sulla Tari in città è da calcolare intorno al 50%. Michele Grimaldi da quasi un anno attende risposta dal Comune a un’interrogazione ufficiale.
“Ho chiesto l’elenco delle grandi posizioni inevase e dei contenziosi tributari in corso – spiega – perché volevo capire come mai si sia arrivati a cifre così spropositate, qual è la reale situazione e se ci siano conflitti di interesse o omissioni. Il consigliere aveva denunciato che dal Municipio non era mai arrivato un riscontro: “Gli uffici e il sindaco si rifiutano di fornire questi elenchi invocando la privacy, ma non è possibile: la legge tutela il diritto dei consiglieri ad accedere a queste informazioni. È da quasi un anno che non ci rispondono”.
Per rafforzare la sua posizione, Grimaldi richiama una recente sentenza del Consiglio di Stato che gli dà ragione: «I giudici hanno detto chiaramente che i consiglieri hanno diritto a ricevere ogni informazione utile al loro mandato. Non si può continuare a fare finta di nulla”.
Il caso non riguarda più solo il Prefetto. Dopo la segnalazione del consigliere, si è infatti attivato anche il Difensore civico regionale e la vicenda è stata portata all’attenzione della Corte dei Conti. “Io continuo ad avere fiducia nelle istituzioni ma è necessario che tutti rispettino le regole. I cittadini hanno diritto di sapere come stanno davvero le cose e perché certe somme non vengono riscosse”. Noi siamo dalla parte dei cittadini. Non a caso in Consiglio comunale su nostra proposta erano state approvate riduzioni per le fasce deboli e le attività commerciali, riduzioni non applicate da Sindaco e assessore al bilancio perché “non c’era la copertura”. Che per altre cose però c’è sempre. Poi scopriamo che mentre I cittadini normali sono in difficoltà, 100 posizioni devono 3 milioni di euro. E il Comune non si capisce perché non vuole darci l’elenco di queste posizioni, e l’elenco dei contenziosi tributari In corso per grossi importi. Perché? Cosa nascondono?”, conclude il consigliere Pd.

